Archive for the ‘Anti-invecchiamento’ Category

Indicazioni per vivere più a lungo

gennaio 21, 2011

Se pensi che stiamo per presentarti l’integratore elisir di gioventù, ti sbagli, ma possiamo indicarti quali sono le abitudini che è necessario adottare per vivere più a lungo. Non importa la tua età, tu hai il potere di modificare le abitudini che influenzano la tua aspettativa media di vita e le cui conseguenze positive si vedranno soprattutto negli ultimi anni di vita.

Di seguito troverai alcune indicazioni che ti permetteranno di aumentare le tue probabilità di vivere più a lungo e con una migliore qualità della vita:

1) Non fumare;

2) Pratica sport con regolarità e partecipa regolarmente ad attività di gruppo;

3) Segui una dieta ricca di cereali integrali, verdura e frutta;

4) Assumi un integratore multivitaminico quotidianamente e assicurati di assumere quantità sufficienti di calcio e vitamina D;

5) Mantieni la forma (e il peso giusto). Non entrare nella routine “ingrassa, dimagrisci, ingrassa, dimagrisci” perché il fisico ne risente;

6) Tieni la mente attiva. Impara cose nuove e sperimenta nuove attività;

7) Costruisciti una solida rete sociale;

8 ) Segui le regole elementari di salute e igiene quotidiana (ad esempio lavarsi le mani regolarmente durante la giornata);

9) Lava i denti più volte al giorno e fai controlli regolari dal dentista;

10) Visita ogni giorno il Logon, perché è qui che troverai i suggerimenti per vivere più a lungo!



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Alimentazione anti-invecchiamento

giugno 25, 2010

L’invecchiamento è il processo di deterioramento delle nostre capacità fisiche e mentali causato dall’avanzare dell’età. La cattiva notizia è che è un processo inevitabile, ma la buona notizia è che esistono dei modi per ritardarlo. Per combattere l’invecchiamento, non c’è niente di meglio che avere delle buone abitudini alimentari. Ecco le regole da seguire:

1) Non dimenticare le verdure.

Cosa dire di coloro che accantonano a un lato del piatto le verdure e mangiano soltanto il resto? Pessima idea! Le verdure non sono molto caloriche ed hanno proprietà antiossidanti, contengono sostanze che combattono gli organismi dannosi per il nostro organismo. Spinaci, asparagi, cipolla, aglio, carote, pomodori, peperoni, ecc, sono ottimi per rivitalizzare la pelle. Consuma verdure almeno a pranzo e a cena.

2) Frutta – altro componente essenziale.

Verdure e frutta sono ugualmente importanti per il nostro organismo. La frutta è ricca di vitamine e fibre. Tra quelle con maggiori proprietà antiossidanti troviamo prugne, fragole, more, mirtilli, mele, pere, ananas, kiwi, arancia e anguria. Consuma tra una e tre porzioni di frutta al giorno (2 è la quantità raccomandata).

3) Ringiovanisci con la vitamina C.

La vitamina C elimina i radicali liberi, sostanze tossiche per l’organismo, e stimola la formazione di collagene (essenziale per una buona salute della pelle). Una recente ricerca pubblicata su Cell Stem Cell ha dimostrato che la vitamina C può essere un componente molto importante nella riprogrammazione delle cellule invecchiate, rinnovandole. La vitamina C si trova in agrumi, fragole, verdure, patate, o si può assumere tramite integratori. La quantità minima raccomandata è di 90mg per gli uomini e di 75mg per le donne.

4) Dal mare viene la salute.

Alcuni tipi di pesce, poiché ricchi di acidi grassi omega 3, sono ottimi agenti anti-invecchiamento. Parliamo, ad esempio, di salmone, sardine, sgombro e trota.

5) Le proteine sono fondamentali.

Il consumo proteico dev’essere adeguatamente garantito durante la giornata, attraverso l’alimentazione (pollo, tacchino, latticini) o attraverso gli integratori. Il vantaggio di assumere proteine mediante gli integratori consiste nel fatto che sono poveri di zuccheri e grassi i quali, secondo molti dermatologi, accelerano il processo d’invecchiamento.

6) Tè?

Il tè verde è molto ricco di antiossidanti, per cui è un buon alleato nella lotta contro l’invecchiamento. Bevi almeno una tazza di tè al giorno.

7) Acqua, naturalmente!

Por último mas nem por isso menos importante: a água é essencial para a hidratação do corpo. Manter-se hidratado irá evitar a perda de firmeza da pele, bem como o aparecimento de rugas. Beba entre 1,5l a 2l de água por dia.



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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Sport

giugno 7, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 su sport ed attività fisica:
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1) La velocità dei tiri in porta influenzata dai ripetuti “sprint” richiesti ai praticanti di polo acquatico.

Gli “sprint” sono una componente centrale nelle partite di polo acquatico. Un gruppo di ricercatori ha voluto verificare se la velocità e la mira del tiro di un giocatore di polo acquatico siano influenzate negativamente dai ripetuti sprint.

Undici giocatrici di polo acquatico, età media 19 anni, sono state divise in due gruppi. Il gruppo di controllo ha eseguito 10 tiri in porta dalla linea dei 5m, riposando 35 secondi tra un tiro e l’altro. Per valutare la mira, è stato fissato un bersaglio sulla porta. Le atlete del secondo gruppo dovevano eseguire tiri in porta alle stesse condizioni ma, al contrario del 1º gruppo, dovevano fare uno sprint tra un tiro e l’altro. Lo sprint consisteva nel nuotare dalla linea dei 2m fino al mezzo campo e nel tornare sulla linea dei 5m per eseguire il tiro in porta.

Gli studiosi hanno constatato che le atlete che non hanno effettuato gli sprint hanno fatto dei tiri in porta molto più veloci rispetto alle atlete che hanno eseguito gli sprint (3,13 miglia l’ora (mph) contro 2,76 mph). A livello di mira, invece, non sono state registrate differenze significative. A seguito dell’esperimento, gli scienziati hanno dato questo consiglio agli allenatori: gli allenamenti devono comprendere sprint ripetuti, in modo da simulare le condizioni di gioco.

*Stevens, H. et. al., Effect of swim sprints on throwing accuracy and velocity in female collegiate water polo players, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1195-1198, Maggio 2010 (LINK)
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2) I massaggi prima delle competizioni pregiudicano la performance.

È pratica comune di alcune squadre far massaggiare gli atleti prima delle competizioni. Si fa per stimolare i muscoli e, quindi, aumentare il rendimento degli sportivi. Uno studio si è posto come obiettivo di verificare se i massaggi prima delle gare migliorino realmente il rendimento.

Venti sportivi sono stati divisi in 3 gruppi. Per ogni gruppo, i componenti si sono sottoposti ad una delle seguenti procedure: 1) massaggi pre-competizione, 2) riscaldamento ordinario o 3) massaggi pre-competizione + riscaldamento ordinario. I muscoli massaggiati erano quelli coinvolti nello sprint. Dopo la procedura, si doveva eseguire uno sprint di 20 metri.

È stato provato che la velocità dello sprint degli atleti che hanno ricevuto il massaggio e non hanno fatto riscaldamento è stata inferiore rispetto allo sprint dei restanti atleti, mentre tra il gruppo degli sportivi che hanno fatto riscaldamento e basta e il gruppo degli sportivi che hanno abbinato il riscaldamento ai massaggi, non è stata rilevata alcuna differenza significativa. Pertanto, la conclusione degli studiosi è stata che la pratica dei massaggi prima delle competizioni non ha effetti evidenti per quanto riguarda la velocità dello sprint e, quindi, risulta inutile.

*Fletcher, I., The effects of precompetition massage on the kinematic parameters of 20-m sprint performance, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1179-1183, Maggio 2010 (LINK)
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3) Gli allungamenti tra le serie di sollevamento pesi da distesi diminuiscono la velocità di esecuzione.

Tra le altre cose, gli allungamenti prevengono le lesioni da sovraccarico e aiutano a stabilire l’equilibrio tra i muscoli agonisti e antagonisti. Per questo motivo, alcuni bodybuilder usano allungare i muscoli tra una serie di ripetizioni e l’altra. Un gruppo di ricercatori ha voluto accertare se questa pratica abbia effetti sull’esecuzione del sollevamento pesi da distesi.

Venti giovani studenti hanno eseguito 2 serie consecutive di questo esercizio in 3 giorni differenti. Tra le serie, alcuni di loro hanno eseguito degli allungamenti statici, mentre altri hanno eseguito degli allungamenti dinamici e altri ancora non hanno fatto alcun tipo di allungamento. Lo studio ha messo in evidenza come gli allungamenti statici abbiano ridotto significativamente la velocità di sollevamento del peso nella seconda serie.

Hanno concluso, pertanto, che nelle situazioni in cui la velocità d’esecuzione dell’esercizio è importante (come in allenamenti specifici di adattamento), gli allungamenti statici tra le serie debbano essere evitati o sostituiti con allungamenti dinamici.

*García-López, D et. al., Interset stretching does not influence the kinematic profile of consecutive bench-press sets, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1361-1368, Maggio 2010 (LINK)
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4) Il paradenti non interferisce negativamente sulla respirazione.

Il paradenti è uno strumento che riduce il rischio di lesioni a denti, gengive e labbra. Stelle dello sport come Cristiano Ronaldo e Tiger Woods lo utilizzano nelle competizioni. Molti atleti, invece, non lo usano per paura che interferisca con la respirazione e, quindi, con la performance. Allo scopo di confermare o eliminare questo dubbio, un gruppo di ricercatori ha valutato gli effetti del paradenti sulla respirazione in atleti donne.

Undici giovani donne hanno eseguito 3 test di sforzo di massima intensità in momenti differenti. Alcune di loro hanno utilizzato un paradenti. Durante e dopo l’esercizio, sono stati misurati i seguenti parametri: ritmo cardiaco, livello di sforzo percepito, consumo di ossigeno e ventilazione polmonare. Non sono state registrate differenze rilevanti nei parametri valutati tra le donne che avevano usato il paradenti e quelle che non lo avevano usato. Pertanto, la conclusione è stata che gli atleti possono usare questo strumento senza temere effetti negativi sulla performance.

*Rapisura, K. et. al., Physiological variables and mouthguard use in women during exercise, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1263-1268, Maggio 2010 (LINK)
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5) Per recuperare, non c’è niente di meglio degli esercizi in piscina.

Un’equipe di scienziati ha comparato l’efficacia di tre differenti metodi di recupero muscolare post-allenamento: esercizi a bassa intensità in piscina, elettrostimolazione e recupero passivo (sedersi e riposare). Sono stati valutati gli effetti a livello fisiologico (consumo di ossigeno, concentrazione di acido lattico nel sangue e percentuale di saturazione di emoglobina nei muscoli), psicologico (livelli di sforzo percepito, dolori muscolari e recupero) e di performance.

Otto uomini hanno effettuato una prova di corsa due volte al giorno, in tre giorni differenti. Dopo il test, hanno utilizzato uno dei tre differenti metodi di recupero menzionati precedentemente. I risultati hanno mostrato che gli esercizi in acqua (60%) e l’elettrostimolazione (40%) sono stati gli interventi post-allenamento che si sono rivelati più efficaci a livello di recupero muscolare.

*Cortis, C. et. al., Effects of Post-Exercise Recovery Interventions on Physiological, Psychological, and Performance Parameters, International Journal of Sports Medicine 2010; 31(5): 327-335, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

- Lo sport fa diminuire i casi di mortalità per cancro al polmone.

*Xuemei, S. et. al., Influence of Cardiorespiratory Fitness on Lung Cancer Mortality, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 5 – págs. 872-878, Maggio 2010 (LINK)

- L’attività fisica praticata regolarmente ritarda l’invecchiamento delle cellule.

*Puterman, E. et. al., The Power of Exercise: Buffering the Effect of Chronic Stress on Telomere Length, PLoS ONE 5(5): e10837. doi:10.1371/journal.pone.0010837, Maggio 2010 (LINK)


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Nutrizione in evidenza (Aprile 2010) – Salute

maggio 14, 2010

Nutrizione in evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Aprile 2010 nell’area Salute:
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1) Un elevato consumo di alimenti ricchi di fosfato accorcia gli anni di vita!

Una ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Harvard ha rivelato che consumare alimenti con elevati livelli di fosfato accelera il processo di invecchiamento. Lo studio è stato realizzato su topi da laboratorio. I ratti che hanno ingerito alimenti ricchi di fosfato hanno avuto un invecchiamento più rapido di quelli la cui dieta non contemplava questo minerale. Lo studio ha anche evidenziato il preoccupante fatto che elevati livelli di fosfato possono far crescere la probabilità di avere complicazioni legate all’età, come la calcificazione cardiovascolare, l’atrofia della pelle e l’insufficienza renale cronica.

Tra gli alimenti ricchi di fosfato ricordiamo le bevande rinfrescanti e i cibi lavorati (i cibi che basta riscaldare nel microonde e sono pronti da mangiare). Shawkat Razzaque, coordinatore della ricerca, ha affermato: “L’essere umano ha bisogno di un’alimentazione sana. Tenere sotto controllo il consumo di fosfato può essere importante per la nostra salute e per la nostra longevità“.

*Ohnishi, M. & Razzaque, S., Dietary and genetic evidence for phosphate toxicity accelerating mammalian aging, The FASEB Journal, Aprile 2010 (LINK)
*Early Death by Junk Food? High Levels of Phosphate in Sodas and Processed Foods Accelerate the Aging Process in Mice, ScienceDaily, Aprile 2010 (LINK)

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2) Limitare il consumo calorico permette di perdere peso… ma anche di rinforzare il sistema immunitario.

Uno studio condotto su individui in sovrappeso (ma non obesi) ha dimostrato che una dieta ipocalorica, oltre ad avere effetti sulla variazione del peso, intensifica la reattività del sistema immunitario.

I ricercatori hanno diviso i 46 partecipanti all’esperimento in 2 gruppi: le persone del primo gruppo hanno tagliato il consumo di calorie del 30%, mentre il secondo gruppo ha ridotto l’apporto calorico soltanto del 10%. Dopo 6 mesi, gli studiosi hanno registrato un aumento significativo della risposta delle cellule-T, un tipo di globuli bianchi, in entrambi i gruppi, ma maggiormente nel gruppo che aveva tagliato più calorie.

*Less Is More When Restraining Calories Boosts Immunity, ScienceDaily, Aprile 2010 (LINK)
*Ahmed, T. et. al., Calorie Restriction Enhances T-Cell–Mediated Immune Response in Adult Overweight Men and Women, The Journals of Gerontology 64A : (11) págs. 1107-1113, 2009 (LINK)
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3) Esercizio físico – medicina per la depressione e l’ansia.

Un’analisi di decine di studi pubblicati su riviste scientifiche ha confermato che l’attività fisica è una potente terapia contro depressione ed ansia. Secondo Jasper Smiths, lo studioso che ha analizzato le varie ricerche, i professionisti della salute che che si ocupano di questo tipo di disturbi dovrebbero spingere di più i propri pazienti verso questo trattamento. Oltre a migliorare l’autostima delle persone che soffrono di depressione o di ansa, l’attività física aumenta la concentrazione.

*Mental Health Providers Should Prescribe Exercise More Often for Depression, Anxiety, Research Suggests, ScienceDaily, Aprile 2010 (LINK)

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4) La danza-terapia migliora l’equilibrio e la postura nelle persone anziane.

Studiare danza non è soltanto divertente, ma può anche essere terapeutico, almeno per le persone in età avanzata. Due recenti studi condotti da ricercatori nordamericani hanno dimostrato che le persone che hanno seguito terapie che includevano lezioni di danza hanno migliorato il proprio equilibrio e la postura. Jean Krampe, infermiera e dottoranda, ha affermato al riguardo: “Abbiamo riscontrato dei miglioramenti a livello di equilibrio, di postura e di coordinazione tra le persone anziane che hanno partecipato alle sessioni di danza-terapia.

È importante ottenere questo tipo di miglioramento perché riduce il rischio di cadute e di conseguenti lesioni.

*krampe, J. et. al., Dance-Based Therapy in a Program of All-inclusive Care for the Elderly: An Integrative Approach to Decrease Fall Risk, Nursing Administration Quarterly Vol. 34 – Issue 2 – págs. 156–161, Aprile 2010 (LINK)


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