Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.
Le notizie di Maggio 2010 su sport ed attività fisica:
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1) La velocità dei tiri in porta influenzata dai ripetuti “sprint” richiesti ai praticanti di polo acquatico.
Gli “sprint” sono una componente centrale nelle partite di polo acquatico. Un gruppo di ricercatori ha voluto verificare se la velocità e la mira del tiro di un giocatore di polo acquatico siano influenzate negativamente dai ripetuti sprint.
Undici giocatrici di polo acquatico, età media 19 anni, sono state divise in due gruppi. Il gruppo di controllo ha eseguito 10 tiri in porta dalla linea dei 5m, riposando 35 secondi tra un tiro e l’altro. Per valutare la mira, è stato fissato un bersaglio sulla porta. Le atlete del secondo gruppo dovevano eseguire tiri in porta alle stesse condizioni ma, al contrario del 1º gruppo, dovevano fare uno sprint tra un tiro e l’altro. Lo sprint consisteva nel nuotare dalla linea dei 2m fino al mezzo campo e nel tornare sulla linea dei 5m per eseguire il tiro in porta.
Gli studiosi hanno constatato che le atlete che non hanno effettuato gli sprint hanno fatto dei tiri in porta molto più veloci rispetto alle atlete che hanno eseguito gli sprint (3,13 miglia l’ora (mph) contro 2,76 mph). A livello di mira, invece, non sono state registrate differenze significative. A seguito dell’esperimento, gli scienziati hanno dato questo consiglio agli allenatori: gli allenamenti devono comprendere sprint ripetuti, in modo da simulare le condizioni di gioco.
*Stevens, H. et. al., Effect of swim sprints on throwing accuracy and velocity in female collegiate water polo players, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1195-1198, Maggio 2010 (LINK)
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2) I massaggi prima delle competizioni pregiudicano la performance.
È pratica comune di alcune squadre far massaggiare gli atleti prima delle competizioni. Si fa per stimolare i muscoli e, quindi, aumentare il rendimento degli sportivi. Uno studio si è posto come obiettivo di verificare se i massaggi prima delle gare migliorino realmente il rendimento.
Venti sportivi sono stati divisi in 3 gruppi. Per ogni gruppo, i componenti si sono sottoposti ad una delle seguenti procedure: 1) massaggi pre-competizione, 2) riscaldamento ordinario o 3) massaggi pre-competizione + riscaldamento ordinario. I muscoli massaggiati erano quelli coinvolti nello sprint. Dopo la procedura, si doveva eseguire uno sprint di 20 metri.
È stato provato che la velocità dello sprint degli atleti che hanno ricevuto il massaggio e non hanno fatto riscaldamento è stata inferiore rispetto allo sprint dei restanti atleti, mentre tra il gruppo degli sportivi che hanno fatto riscaldamento e basta e il gruppo degli sportivi che hanno abbinato il riscaldamento ai massaggi, non è stata rilevata alcuna differenza significativa. Pertanto, la conclusione degli studiosi è stata che la pratica dei massaggi prima delle competizioni non ha effetti evidenti per quanto riguarda la velocità dello sprint e, quindi, risulta inutile.
*Fletcher, I., The effects of precompetition massage on the kinematic parameters of 20-m sprint performance, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1179-1183, Maggio 2010 (LINK)
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3) Gli allungamenti tra le serie di sollevamento pesi da distesi diminuiscono la velocità di esecuzione.
Tra le altre cose, gli allungamenti prevengono le lesioni da sovraccarico e aiutano a stabilire l’equilibrio tra i muscoli agonisti e antagonisti. Per questo motivo, alcuni bodybuilder usano allungare i muscoli tra una serie di ripetizioni e l’altra. Un gruppo di ricercatori ha voluto accertare se questa pratica abbia effetti sull’esecuzione del sollevamento pesi da distesi.
Venti giovani studenti hanno eseguito 2 serie consecutive di questo esercizio in 3 giorni differenti. Tra le serie, alcuni di loro hanno eseguito degli allungamenti statici, mentre altri hanno eseguito degli allungamenti dinamici e altri ancora non hanno fatto alcun tipo di allungamento. Lo studio ha messo in evidenza come gli allungamenti statici abbiano ridotto significativamente la velocità di sollevamento del peso nella seconda serie.
Hanno concluso, pertanto, che nelle situazioni in cui la velocità d’esecuzione dell’esercizio è importante (come in allenamenti specifici di adattamento), gli allungamenti statici tra le serie debbano essere evitati o sostituiti con allungamenti dinamici.
*García-López, D et. al., Interset stretching does not influence the kinematic profile of consecutive bench-press sets, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1361-1368, Maggio 2010 (LINK)
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4) Il paradenti non interferisce negativamente sulla respirazione.
Il paradenti è uno strumento che riduce il rischio di lesioni a denti, gengive e labbra. Stelle dello sport come Cristiano Ronaldo e Tiger Woods lo utilizzano nelle competizioni. Molti atleti, invece, non lo usano per paura che interferisca con la respirazione e, quindi, con la performance. Allo scopo di confermare o eliminare questo dubbio, un gruppo di ricercatori ha valutato gli effetti del paradenti sulla respirazione in atleti donne.
Undici giovani donne hanno eseguito 3 test di sforzo di massima intensità in momenti differenti. Alcune di loro hanno utilizzato un paradenti. Durante e dopo l’esercizio, sono stati misurati i seguenti parametri: ritmo cardiaco, livello di sforzo percepito, consumo di ossigeno e ventilazione polmonare. Non sono state registrate differenze rilevanti nei parametri valutati tra le donne che avevano usato il paradenti e quelle che non lo avevano usato. Pertanto, la conclusione è stata che gli atleti possono usare questo strumento senza temere effetti negativi sulla performance.
*Rapisura, K. et. al., Physiological variables and mouthguard use in women during exercise, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1263-1268, Maggio 2010 (LINK)
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5) Per recuperare, non c’è niente di meglio degli esercizi in piscina.
Un’equipe di scienziati ha comparato l’efficacia di tre differenti metodi di recupero muscolare post-allenamento: esercizi a bassa intensità in piscina, elettrostimolazione e recupero passivo (sedersi e riposare). Sono stati valutati gli effetti a livello fisiologico (consumo di ossigeno, concentrazione di acido lattico nel sangue e percentuale di saturazione di emoglobina nei muscoli), psicologico (livelli di sforzo percepito, dolori muscolari e recupero) e di performance.
Otto uomini hanno effettuato una prova di corsa due volte al giorno, in tre giorni differenti. Dopo il test, hanno utilizzato uno dei tre differenti metodi di recupero menzionati precedentemente. I risultati hanno mostrato che gli esercizi in acqua (60%) e l’elettrostimolazione (40%) sono stati gli interventi post-allenamento che si sono rivelati più efficaci a livello di recupero muscolare.
*Cortis, C. et. al., Effects of Post-Exercise Recovery Interventions on Physiological, Psychological, and Performance Parameters, International Journal of Sports Medicine 2010; 31(5): 327-335, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:
- Lo sport fa diminuire i casi di mortalità per cancro al polmone.
*Xuemei, S. et. al., Influence of Cardiorespiratory Fitness on Lung Cancer Mortality, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 5 – págs. 872-878, Maggio 2010 (LINK)
- L’attività fisica praticata regolarmente ritarda l’invecchiamento delle cellule.
*Puterman, E. et. al., The Power of Exercise: Buffering the Effect of Chronic Stress on Telomere Length, PLoS ONE 5(5): e10837. doi:10.1371/journal.pone.0010837, Maggio 2010 (LINK)
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