Archive for the ‘Cancro’ Category

Mangiare la frutta, perché?

dicembre 20, 2010

Tutti sappiamo che mangiare frutta fa bene, ma mettiamo in pratica questa nozione o ci accontentiamo della teoria? Il Logon ti spiega alcune ragioni per cui devi mangiare frutta quotidianamente, riportando i dati scientifici pubblicati quest’anno.

Mela

La mela è un alimento completo: contiene proteine, carboidrati, potassio, magnesio, fosforo e vitamine A, B1, B2, B6 e C. Ha diversi effetti benefici sulla nostra salute, ad esempio abbassa il livello di colesterolo nel sangue, favorisce la digestione e riduce l’incidenza di malattie periodontali e da metalli tossici.

Ora, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Microbiology ha dimostrato che la mela contribuisce anche alla prevenzione del cancro del colon-retto e delle malattie infiammatorie dell’intestino. Come? I batteri benefici presenti nell’apparato digestivo assorbono i componenti presenti nella mela, mantenendo sane le cellule dell’intestino. Ciò rinforza il sistema immunitario.

Nello studio realizzato, i ratti che avevano ingerito più pectina, uno dei costituenti delle fibre dietetiche della mela, hanno visto aumentare la quantità di batteri benefici presenti nell’apparato digerente [*1].

La mela è un alimento che si può tranquillamente portare con sé. Mangia almeno una mela al giorno.

Mango

Nonostante non sia estremamente ricco di antiossidanti, il mango è un alimento prezioso. Secondo Susanne Talcott, ricercatrice del centro di ricerca Texas AgriLife Research, il mango ha proprietà antiossidanti 5 volte inferiori all’uva, ma può avere un impatto positivo su vari tipi di cancro.

Il gruppo di ricercatori ha analizzato l’azione del mango sul tumore e ha scoperto che questo frutto previene o addirittura blocca lo sviluppo delle cellule cancerogene in alcuni tipi di cancro della mamella e del colon-retto. I ricercatori hanno analizzato in vitro l’azione dei polifenoli presenti nel mango [*2] su vari tipi di cancro: del colon-retto, della mammella, del polmone, della prostata e sulla leucemia.

Il mango ha dimostrato di avere un impatto benefico sul cancro del polmone, sulla leucemia e sul cancro alla prostata, ma è stato sul cancro della mammella e del colon-retto che ha dimostrato una maggiore efficacia [*3].

Melagrana

Secondo uno studio pubblicato su Cancer Prevention Research, la melagrana può prevenire il cancro alla mammella e rallentare la crescita delle cellule infette. Nello studio realizzato da ricercatori nord-americani, gli ellagitannini (gruppi di fitochimici molto abbondanti nella melagrana) hanno impedito il progredire del cancro alla mammella [*4].

Kiwi

Probabilmente sai già che la vitamina C è un antiossidante fondamentale per il nostro organismo. Quello che forse non sai è che il kiwi contiene tre volte più vitamina C dell’arancia. Il kiwi non contiene grassi saturi né colesterolo, contiene invece diversi nutrienti, tra cui fibre, proteine, potassio, ferro, calcio, magnesio, ecc [*5].

Il kiwi è una buona fonte di acido folico, un elemento molto importante in diversi momenti della vita: in gravidanza, durante lo sviluppo e per la cicatrizzazione.
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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – Licht, T.R. et. al., Effects of apples and specific apple components on the cecal environment of conventional rats: role of apple pectin, BMC Microbiology 10:13, Gennaio 2010 (LINK)
[*2] – I polifenoli sono sostanze naturali delle piante e vengono associati a una grande varietà di componenti noti per i loro effetti benefici sulla salute.
[*3] – AgriLife News, Mango effective in preventing, stopping certain colon, breast cancer cells, Gennaio 2010 (LINK)
[*4] – Adams, L.S. et. al., Pomegranate Ellagitannin–Derived Compounds Exhibit Antiproliferative and Antiaromatase Activity in Breast Cancer Cells In vitro, Cancer Prevention Research 3 – 108, Gennaio 2010 (LINK)
[*5]The World’s Healthiest Foods, Kiwifruit (LINK)


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Nutrizione in evidenza (Luglio 2010) – Nutrizione

agosto 17, 2010

Nutrizione in evidenza è la cronaca mensile del Logon in cui vengono evidenziati gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate alla Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Questi sono gli highligts di luglio 2010 nell’area della nutrizione e dell’esercizio fisico:
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1) Il consumo di creatina ritarda l’affaticamento muscolare e aumenta la capacità anaerobica.

Altre due fantastiche novità per i fautori della creatina (e chi non lo è?)! Due nuovi studi hanno sottolineato l’importanza di questo integratore per tutti coloro che praticano sport o muscolazione e desiderano ottenere il massimo risultato da queste attività. Uno degli studi ha mostrato che i ciclisti che hanno consumato 3 g di creatina per 28 giorni, hanno aumentato del 24% le riserve di creatina nel muscolo scheletrico. Inoltre, le riserve totali di fosfocreatina (responsabile della produzione di energia) sono aumentate del 34%.

Questi fattori si sono tradotti nel ritardo dell’affaticamento negli atleti che hanno consumato la creatina. Tutti gli atleti hanno dovuto pedalare per due ore (al 60% di VO2max), realizzando sprint occasionali (al 110% del VO2max). Questo programma di allenamento è stato effettuato prima e dopo l’integrazione. La creatina si è rivelata un grande aiuto nell’aumento della prestazione aerobica.

L’altro studio ha mostrato i benefici della creatina a livello anaerobico. Lo studio ha coinvolto cinquanta atleti, uomini e donne. Il primo giorno, i volontari hanno eseguito un test sul tappeto per determinare il volume massimo di ossigeno. Il secondo e il terzo giorno i volontari hanno corso sul tappeto a diverse percentuali di Vo2max. Per i 5 giorni successivi, i soggetti inseriti nel gruppo della creatina hanno assunto 5 dosi giornaliere di questo integratore. Ogni dose conteneva 5 g di creatina e 18 g di destrosio. I soggetti del gruppo del placebo hanno assunto solo il destrosio. Il test dei 3 giorni è stato ripetuto.

Risultati: rispetto al gruppo del placebo, gli atleti che hanno consumato creatina hanno registrato una capacità superiore del 23% di corsa anaerobica. Gli scienziati hanno concluso che gli atleti che cercano di migliorare le attività intense di breve durata devono consumare creatina.

*Hickner, R. et. al., Effect of 28 days of creatine ingestion on muscle metabolism and performance of a simulated cycling road race, Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:26, Luglio 2010 (LINK)
*Fukuda, D. et. al., The effects of creatine loading and gender on anaerobic running capacity, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(7): 1826-1833, Luglio 2010 (LINK)
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2) La caffeina aumenta la forza massima e la resistenza muscolare.

Un gruppo di ricercatori ha passato in rassegna la letteratura scientifica pubblicata sulle riviste specializzate sugli effetti della caffeina sulla forza volontaria massima (FVM) e sulla resistenza muscolare. In totale sono stati visti 34 importanti studi realizzati fra il 1939 e il 2008. Queste alcune delle conclusioni più significative indicate dagli scienziati:

  • L’effetto della caffeina sull’aumento della FVM si fa sentire soprattutto a livello degli estensori del ginocchio;
  • La resistenza muscolare aumenta con il consumo di caffeina (come avevamo già riferito) .

In conclusione: la caffeina è un eccellente integratore per gli atleti che praticano sport duri e che esigono un grande sforzo fisico. Avere una buona o cattiva performance nei minuti finali di gara può dipendere dalla scelta che si fa a livello di integratori.

*Warren, G. et. al., Effect of Caffeine Ingestion on Muscular Strength and Endurance: A Meta-Analysis, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 7 – págs. 1375-1387, Luglio 2010 (LINK)
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3) Diete con troppi fast-food, fritti e cibi pronti possono produrre disturbi neurologici.

Dopo aver analizzato le abitudini alimentari di 1800 adolescenti, un gruppo di ricercatori ha scoperto che una dieta ricca di fast-food, cibi solo da riscaldare e fritti può essere alla base di un disturbo neurobiologico chiamato disturbo del deficit di attenzione con iperattività. I sintomi principali sono l’eccessiva attività motoria e il deficit di attenzione. Di fatto, in questo studio gli adolescenti che basavano la propria dieta su questo tipo di alimenti aveva il doppio delle possibilità di sviluppare la sindrome rispetto ai ragazzi la cui alimentazione era basata su frutta, verdura e pesce.

Una dieta ricca di frutta, verdura e pesce tende ad essere ricca in acidi grassi essenziali (omega 3), fibre alimentari e acido folico, necessario per la formazione di proteine strutturali e dell’emoglobina. A loro volta, diete basate su cibi riscaldati, fast-food e fritti sono molto cariche di grassi saturi e zuccheri semplici, dato che contengono molti coloranti e conservanti. Gli autori dello studio richiamano all’importanza degli acidi grassi essenziali omega 3, indispensabili per il funzionamento sano del cervello.

*Amber L. et. al., ADHD Is Associated With a ‘Western’ Dietary Pattern in Adolescents, Journal of Attention Disorders doi: 10.1177/1087054710365990 , Luglio 2010 (LINK)
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4) Scoperto l’effetto anticancerogeno dei broccoli.

l Logon aveva già dato conto di 2 studi recenti che mostravano che una sostanza presente nei broccoli frena l’avanzamento delle cellule cancerogene (Vedere “Altri Highlights” QUI e QUI). Ora il meccanismo che lo permette è stato spiegato.

Il gene fosfatasi e tensina-omologo (PTEN) agisce come un soppressore dei tumori cancerogeni. La sua inibizione o disattivazione può condurre alla proliferazione delle cellule cancerogene. Il sulfurane, una sostanza chimica presente nei broccoli interagisce con le cellule in cui il gene PTEN non è attivo, riducendo le probabilità che le cellule cancerogene si sviluppino.

Perciò… la prossima volta non scansare i broccoli nell’angolo del piatto.

*Maria H. et. al., The dietary isothiocyanate sulforaphane modulates gene expression and alternative gene splicing in a PTEN null preclinical murine model of prostate cancer, Molecular Cancer 9:189, Luglio 2010 (LINK)
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Altri highlights:

5) Il consumo di Vitamina E è associato ad un minore rischio di demenza.

*Elizabeth E. et. al., Dietary Antioxidants and Long-term Risk of Dementia, Archives of Neurology 67 (7): 819-825, Luglio 2010 (LINK)

6) Diminuire la quantità di sale nel cibo può ridurre il rischio di fatalità cardiovascolari.

*Klaus, D. & Hoyer, J. & Middeke, M., Salt Restriction for the Prevention of Cardiovascular Disease, Deutsches Arzteblatt International 107 [26]: 457-62, Luglio 2010 (LINK)

7) La mancanza di vitamina D può provocare rigidità arteriosa.

*Dong, Y. et. al., A 16-Week Randomized Clinical Trial of 2000 International Units Daily Vitamin D3 Supplementation in Black Youth: 25-Hydroxyvitamin D, Adiposity, and Arterial Stiffness , The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism doi:10.1210/jc.2010-0606, Luglio 2010 (LINK)


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Integratori vitaminici: sì o no?

luglio 27, 2010

Cosa sono i multivitaminici?

I multivitaminici sono complessi che riuniscono vitamine e minerali essenziali in un’unica capsula. Sono nati per sopperire alle necessità nutrizionali presentate dalla maggior parte delle persone, dovute a uno stile di vita artefatto che molte volte ci porta a non avere tempo per consumare un pasto sano.

È un modo pratico per assicurarsi che il nostro organismo non soffra di carenze di vitamine e sali minerali, essenziali per uno sviluppo sano.

Alcuni vantaggi dimostrati dagli studi scientifici

Studi precedenti realizzati con multivitaminici suggeriscono che aiutano a prevenire la cataratta [*1], il cancro del colon [*2], a migliorare la cognizione [*3] [*4], la fertilità [*5] e la risposta del sistema immunitario [*6].

I multivitaminici migliorano le facoltà mentali

La maggior parte degli studi sui multivitaminici riguarda le persone avanti con l’età (oltre i 55 anni). Però, un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Northumbria, cui hanno partecipato adulti tra i 30 e i 55 anni, ha individuato grandi benefici a livello mentale nel consumo di integratori multivitaminici [*7].

215 uomini tra i 30 e i 55 anni hanno assunto un integratore multivitaminico oppure un placebo per 33 giorni. Le persone sono state sottoposte a test prima e dopo l’esperimento, riguardanti lo stato di spirito, lo stress e la salute mentale.

Prima dell’esperimento non c’erano differenze significative tra gli uomini dei 2 gruppi. Dopo i 33 giorni di studio, invece, il gruppo che aveva fatto uso del ultivitaminico ha mostrato dei miglioramenti relativi a livello delle facoltà e del benessere mentali. Ciò include meno stress, più vigore e migliore stato di spirito e umore.

Inoltre, è aumentata anche la capacità di raziocinio. I volontari dovevano svolgere dei test come contare numeri al contrario in 3 o 7 secondi. Hanno avuto risultati migliori coloro che durante lo studio avevano consumato l’integratore multivitaminico.

Non esagerare nelle dosi

Un multivitaminico ci aiuta a migliorare le nostre capacità, nel caso in cui non consumiamo le quantità minime giornaliere di vitamine e minerali raccomandate dai nutrizionisti. È necessario assumerlo soltanto nel caso in cui non si riesca ad avere un’alimentazione completa durante il giorno (il che è probabile, ancora di più se si pratica sport).

Multivitamínicos Prozis:

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – Kuzniarz, M. et. al., Use of vitamin supplements and cataract: the Blue Mountains Eye Study, American Journal of Ophthalmology 132(1):19-26, Luglio 2001 (LINK)
[*2] – Jacobs, E. et. al., Multivitamin Use and Colorectal Cancer Incidence in a US Cohort: Does Timing Matter?, American Journal of Epidemiology 158:621-628, 2003 (LINK),
[*3] – Chandra, R., Effect of vitamin and trace-element supplementation on cognitive function in elderly subjects, Nutrition 17(9):709-12, Settembre 2001 (LINK)
[*4] – Benton, D. & Fordy, J. & Haller, J., The impact of long-term vitamin supplementation on cognitive functioning, Psychopharmacology 117(3):298-305, Febbraio 1995 (LINK)
[*5] – Czeizel, A. & Métneki, J. & Dudás, I., The effect of preconceptional multivitamin supplementation on fertility, International Journal for Vitamin and Nutrition Research 66(1):55-8, 1996 (LINK)
[*6] – Pike, J. & Chandra, R., Effect of vitamin and trace element supplementation on immune indices in healthy elderly, International Journal for Vitamin and Nutrition Research 65(2):117-21, 1995 (LINK)
[*7]Hot air? Scientific study suggests multivitamin can add sparkle, Northumbria University, Giugno 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Giugno 2010) – Nutrizione

luglio 15, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate alla Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Giugno 2010 nell’area della Nutrizione:
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1) Vi presentiamo il resveratrol, il supplemento che aiuta a perdere peso.

Il resveratrol è uno dei 200 polifenoli del vino. Le sue proprietà anti-obesità sono state dimostrate più di una volta. Un’equipe di ricercatori ha valutato gli effetti dell’integrazione giornaliera con resveratrol sul peso, sul metabolismo e sul consumo di energia in sei lemuri. Secondo Fabienne Aujard, coordinatore dello studio, “i lemuri la cui dieta includeva resveratrol hanno diminuito il consumo di energia (calorie) del 13% e il tasso metabolico a riposo del 29%“.

Gli scienziati hanno dimostrato che l’integrazione con resveratrol per 4 settimane provoca una diminuzione della quantità di calorie ingerite e una riduzione della massa corporea. Secondo Fabienne, “questi risultati forniscono nuove informazioni sui potenziali effetti del resveratrol sul metabolismo energetico e sul controllo della massa corporea“.

In un altro studio pubblicato sempre il mese scorso, i ricercatori hanno dimostrato che il consumo di resveratrol giova alla circolazione sanguigna del cervello.

*Dal-Pan, A. & Blanc, S. & Aujard, F., Resveratrol suppresses body mass gain in a seasonal non-human primate model of obesity, BMC Physiology 10:11, Giugno 2010 (LINK)
*Kennedy, D. et. al, Effects of resveratrol on cerebral blood flow variables and cognitive performance in humans: a double-blind, placebo-controlled, crossover investigation, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1590-1597, Giugno 2010 (LINK)
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2) La caffeina può far vincere la medaglia d’oro.

Lo studioso Rob James ha fatto una dichiarazione interessante: “Il lieve aumento della performance attraverso la caffeina può fare la differenza tra l’oro olimpico e la medaglia d’argento“. Il ricercatore ha fatto questa affermazione dopo che la sua squadra ha dimostrato, ancora una volta, che il consumo di caffeina migliora la performance muscolare e la resistenza fisica.

L’attività dei muscoli può essere di due tipi: massima (i muscoli sono spinti al limite, ad esempio quando eseguiamo uno sprint o nel sollevamento pesi), e sub-massima, quando riguarda le altre attività come camminare, salire le scale, ecc. Lo studio condotto da Rob James ha dimostrato che la caffeina produce effetti di aumento della capacità fisica in entrambe le categorie di attività. È stata la prima volta che qualcuno ha dimostrato che la caffeina migliora la performance anche per quanto riguarda attività leggere e a bassa intensità.

*Olympic Gold? A New Effect of Caffeine Boosts Performance, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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3) Gli omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione.

Gli integratori di omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione nei pazienti che non soffrono di ansia“. La buona notizia viene dal Canada. Un gruppo di scienziati ha scoperto che dare integratori di omega-3 a individui che soffrono di depressione e che non presentano disturbi a livello di ansia è un’eccelente maniera di trattare questa condizione mentale.

Lo studio è stato effettuato su 432 persone. Per 8 settimane, metà dei volontari hanno assunto 3 capsule di omega-3 al giorno, mentre l’altra metà ha fatto uso di un placebo a base di olio di girasole. Il consumo totale di omega-3 è consistito in 1050mg di EPA e 150mg di DHA. Tale dosaggio si è dimostrato efficace nel trattamento della depressione.

Un altro studio ha provato che il consumo di pesci grassi (ricchi di omega-3) è associato a una minore incidenza di casi di insufficienza cardiaca.

*Lespérance, F. et. al., The Efficacy of Omega-3 Supplementation for Major Depression: A Randomized Controlled Trial, Journal of Clinical Psychiatry 10.4088/JCP.10m05966blu, Giugno 2010 (LINK)

*Levitan, B. &, Wolk, A. & Mittleman, M., Fatty fish, marine ω-3 fatty acids and incidence of heart failure, European Journal of Clinical Nutrition 64, 587–594, Marzo 2010 (LINK)

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4) Vitamina D = Stile di vita sano.

Secondo un nuovo studio, la carenza di vitamina D è una delle principali cause del diabete di tipo 2 e può essere associata a uno scarso controllo dei livelli di zucchero nel sangue. Un gruppo di ricercatori ha analizzato le cartelle cliniche di 124 pazienti con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto cure tra il 2003 e il 2008. Nei pazienti erano stati tenuti sotto controllo i livelli di vitamina D come parte del percorso clinico, il che ha reso possibile agli scienziati stabilire un legame tra il consumo di questa vitamina e la malattia. È stato visto che il 91% dei pazienti presentava carenze di vitamina D.

Altri due studi, presentati a Roma al Congresso Annuale della Lega Europea Contro i Reumatismi, hanno indicato che la carenza di vitamina D è comune negli individui che soffrono di malattie reumatiche, tra le quali osteoporosi, fibromialgia e rachialgia.

(Nota Prozis: La vitamina D pare essere la vitamina più facile da consumare ai livelli raccomandati, poiché è prodotta dall’organismo quando è esposto al sole. Capita, però, che non sia così, pertanto si consiglia il consumo di integratori di vitamina D).

*Poor Control of Diabetes May Be Linked to Low Vitamin D, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
*Vitamin D Deficiency Confirmed as Common Across a Range of Rheumatic Conditions, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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5) Tagliare le calorie è il tipo di dieta più indicato per le persone obese.

Secondo un nuovo studio realizzato con donne obese, la dieta più indicata per perdere peso è quella che taglia le calorie e non quella che taglia i grassi. È normale che il medico raccomandi a una persona obesa di ridurre la quantità di grassi ingeriti, mantenendo però la quantità di calorie che la persona assume. Questa ricerca ha dimostrato che questo non è il metodo più efficace per perdere peso.

Lo studio, della durata di 12 settimane, ha provato che le donne che presentano resistenza all’insulina, una condizione che conduce al diabete di tipo 2, perdono più peso con una dieta che diminuisca la quantità abituale di calorie rispetto a una che semplicemente tagli i grassi. “Le persone con resistenza all’insulina metabolizzano i carboidrati in maniera particolare, e questo si ripercuote negativaemente sull’indice di perdita di grasso”, ha affermato il ricercatore Raymond Plodkowski.

*Cutting Carbs Is More Effective Than Low-Fat Diet for Insulin-Resistant Women, Study Finds, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa.

*Ried, K. et. al., Does chocolate reduce blood pressure? A meta-analysis, BMC Medicine 8:39, Giugno 2010 (LINK)

7) Sostituire il riso bianco con riso integrale o di altro tipo può ridurre il rischio di diabete.

*Sun, Q. et. al., White Rice, Brown Rice, and Risk of Type 2 Diabetes in US Men and Women, Archives of Internal Medicine 170(11):961-969, Giugno 2010 (LINK)

8 ) L’obesità maschile è legata ai bassi livelli di testosterone.

*Dhindsa, M. et. al., Testosterone concentrations in diabetic and non-diabetic obese men, Diabetes Care Vol. 33, Nº 6, págs. 1186-1192, Giugno 2010 (LINK)

9) La Dieta Mediterranea (elevato consumo di pesce, frutta, ortaggi, noci, olio, cereali e basso livello di grasso) giova al cuore.

*Dai, J. et. al., Mediterranean Dietary Pattern Is Associated With Improved Cardiac Autonomic Function Among Middle-Aged Men: A Twin Study, Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes 10.1161/CIRCOUTCOMES.109.905810, Giugno 2010 (LINK)

10) Consumare poca carne lavorata e molto pollame e pesce può ridure il rischio di cancro delle ovaie.

*Kolahdooz, F. et. al., Meat, fish, and ovarian cancer risk: results from 2 Australian case-control studies, a systematic review, and meta-analysis, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1752-1763, Giugno 2010 (LINK)

11) Il mirtillo previene la fibrosi epatica.

*Wang, Y. et. al., Effects of blueberry on hepatic fibrosis and transcription factor Nrf2 in rats, World Journal of Gastroenterology 16(21): págs. 2657-2663, Giugno 2010 (LINK)

12) Gli antiossidanti migliorano la condizione di resistenza all’insulina.

*Well-Defined Quantity of Antioxidants in Diet Can Improve Insulin Resistance, Study Finds, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)

13) Le sostanze presenti nei broccoli frenano il moltiplicarsi delle cellule cancerogene.

*Zou, X. , A Novel Mechanism of Indole-3-Carbinol Effects on Breast Carcinogenesis Involves Induction of Cdc25A Degradation, Cancer Prevention Research doi: 10.1158/1940-6207.CAPR-09-0213, Giugno 2010 (LINK)

14) Livelli elevati di vitamina B6 e aminoacido metionina associati al minor rischio di cancro al polmone.

*Johansson, M. et. al., Serum B Vitamin Levels and Risk of Lung Cancer, JAMA 303 (23): 2377-2385, Giugno 2010 (LINK)

15) I polifenoli presenti nel vino rosso e nel tè verde rallentano lo sviluppo del cancro della prostata.

*Brizuela, L. et. al., The sphingosine kinase-1 survival pathway is a molecular target for the tumor-suppressive tea and wine polyphenols in prostate cancer, The FASEB Journal doi:10.1096/fj.10-160838, Giugno 2010 (LINK)

16) Uno studio ha dimostrato che un consumo moderato di caffè e tè è benefico per il cuore.

*Margot de Koning Gans, J. et. al., Tea and Coffee Consumption and Cardiovascular Morbidity and Mortality, Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology: Journal of the American Heart Association doi:10.1161/ATVBAHA.109.201939, Giugno 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Salute

giugno 11, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 nell’area Salute:
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1) Dormire meno di sei ore a notte aumenta la probabilità di morte prematura.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista SLEEP, le persone che dormono meno di sei ore a notte hanno un 12% di probabilità in più di morire prematuramente, rispetto a coloro che dormono tra le sei e le otto ore. Ma la carenza di sonno non è l’unico fattore che può contribuire al verificarsi di una morte prematura. Perché anche dormire per troppe ore, cioè per più di nove ore a notte, può rappresentare fonte di preoccupazione. Secondo gli studiosi, dormire molto non aumenta, in sé, il rischio di mortalità, ma può essere il sintomo di una malattia grave e potenzialmente mortale.

Lo studio si è basato sui risultati di 16 studi realizzati in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in altri paesi europei e in paesi asiatici. In tutto, 1,3 milioni di persone hanno partecipato all’indagine, che è durata 25 anni.

Un altro studio che ha preso in considerazione le ore di sonno, ha messo in evidenza che anche una sola notte in cui si dorme male può portare l’organismo alla condizione di insulino resistenza. Questa condizione è caratterizzata dall’incapacità del corpo di produrre insulina a sufficienza (l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue) ed è una delle componenti del diabete di tipo 2.

In questo studio, i ricercatori hanno misurato i livelli di sensibilità all’insulina di 9 volontari in due situazioni: dopo una notte con giusto riposo (8 ore, approssimativamente) e dopo una notte in cui si è dormito male (soltanto 4 ore di sonno). Nel primo caso, l’organismo degli individui si presentava meno sensibile alla circolazione dell’insulina.

*Cappuccio F. et. al, Sleep duration and all-cause mortality: a systematic review and meta-analysis of prospective studies, SLEEP 33(5):585-592, Maggio 2010 (LINK)
*Donga, E. et. al., A Single Night of Partial Sleep Deprivation Induces Insulin Resistance in Multiple Metabolic Pathways in Healthy Subjects, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism Vol. 95, Nº 6, págs. 2963-2968, Maggio 2010 (LINK)
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2) Cattive abitudini di igiene dentale contribuiscono allo sviluppo di malattie cardiache.

Vi starete chiedendo cos’abbiano a che fare le abitudini igieniche dentali con le malattie cardiache, ma fatto sta che una recente ricerca ha scoperto che le persone che si lavano i denti meno di 2 volte al giorno aumentano le probabilità di sviluppare malattie di cuore.

Gli studiosi hanno raccolto dati riguardanti 11.000 adulti, registrando se erano fumatori, se praticavano sport, quante volte si lavavano i denti al giorno e con quale frequenza si recavano dal dentista.

Hanno scoperto che coloro che si lavavano i denti poche volte al giorno avevano il 70% in più di probabilità di ammalarsi di cuore, rispetto alle persone che curavano maggiormente la propria igiene dentale. Lo studio ha rilevato una relazione tra le malattie delle gengive e il rischio di contrarre malattie cardiache.

*Oliveira, S. & Watt, R. & Hamer, M., Toothbrushing, inflammation, and risk of cardiovascular disease: results from Scottish Health Survey, British Medical Journal 340:c2451, Maggio 2010 (LINK)
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3) Una vita sedentaria aumenta la probabilità di morte per malattie cardiache.

Un gruppo di studiosi ha valutato la relazione tra due comportamenti sedentari (guidare e guardare la televisione) e i casi di mortalità per malattie cardiache. È stato chiesto a 7.744 uomini tra i 20 e gli 89 anni di età quanto tempo passavano settimanalmente a guidare e quanto a guardare la televisione. Le informazioni sono state raccolte nel 1982. Nel 2003 i ricercatori si sono informati circa la condizione medica di tutte queste persone, per fare un esame incrociato dei dati.

Hanno constatato che 377 persone erano venute a mancare a causa di malattie cardiache. Gli uomini che usano trascorrere più di 10 ore a settimana a guidare hanno l’82% di probabilità in più di morire per malattie cardiache rispetto agli uomini impegnati in questa attività per meno di 4 ore a settimana. Coloro che spendono più di 23 ore tra guidare e guardare la televisione, presentano il 64% di probabilità in più di morire per malattie di cuore rispetto a coloro che trascorrono in questo modo meno di 11 ore.

I ricercatori hanno concluso che per ridurre i casi di malattie cardiache è essenziale promuovere la pratica di uno sport.

*Warren, T. et. al., Sedentary Behaviors Increase Risk of Cardiovascular Disease Mortality in Men, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 5, págs. 879-885, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

4) L’attività fisica aiuta nel trattamento di pazienti con cancro alla prostata o alla mammella.

*Exercise May Keep Cancer Patients Healthier During, After Treatment, ScienceDaily, Maggio 2010 (LINK)

5) L’eccesso di alcol aumenta il rischio di contrarre il cancro del pancreas.

*Gupta, S. et. al, Risk of pancreatic cancer by alcohol dose, duration, and pattern of consumption, including binge drinking: a population-based study, Cancer Causes & Control 10.1007/s10552-010-9533-6, 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Nutrizione

giugno 9, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 nell’area Nutrizione:
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1) Per avere più resistenza e prestanza fisica, l’arginina è la soluzione!

Un gruppo di ricercatori ha voluto valutare gli effetti dell’integrazione con arginina sulla performance sportiva portata alla soglia massima. Il loro proposito era appurare quale sia il tempo massimo di sprigionamento di energia che gli sportivi riuscivano a raggiungere prima di entrare nello stato di affaticamento e quale sia il ruolo dell’arginina in questo frangente.

Cinquanta giovani adulti sono stati divisi in 3 gruppi: il gruppo del placebo, quello che ha assunto 1,5gr di arginina e quello che ha assunto 3gr di arginina. Tutte le persone appartenenti ai 3 gruppi hanno eseguito un test di sforzo massimo in due momenti: prima di assumere l’integratore e dopo le 4 settimane di integrazione. Attraverso l’elettromiografia, gli studiosi hanno registrato i segnali elettrici provenienti dal muscolo vasto laterale.

I risultati sono stati chiari: non si è verificato alcun miglioramento nel gruppo del placebo, mentre in entrambi i gruppi dell’arginina, è cresciuta la disponibilità fisica, e dunque la performance nel test. Il gruppo che ha assunto 1,5gr di arginina al giorno ha fatto registrare un aumento del 22,4%, mentre l’aumento negli sportivi che avevano assunto 3gr di arginina è stato del 18,8%.

In un altro studio, l’arginina ha aumentato la prestanza fisica di individui che hanno subito un trapianto di cuore.

*Camic, C, et. al., Effects of arginine-based supplements on the physical working capacity at the fatigue threshold, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1306-1312, Maggio 2010 (LINK)
*Doutreleau, S. et. al., L-Arginine supplementation improves exercise capacity after a heart transplant, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1261-1267, Maggio 2010 (LINK)
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2) La caffeina ci rigenera fisicamente e mentalmente.

Diversi studi scientifici realizzati negli ultimi decenni hanno dimostrato che la caffeina è efficace nell’aumentare il rendimento degli atleti. Un nuovo studio sulla caffeina è stato pubblicato il mese scorso. Questa volta, i ricercatori hanno testato gli effetti della caffeina su donne che praticano sport.

15 donne hanno consumato caffeina (6 mg/kg) o un placebo in 7 diversi giorni e un’ora dopo aver assunto una delle due sostanze, hanno eseguito una serie di sollevamento pesi sulla panca piana con il carico massimo. È stato constatato che le donne che avevano assunto caffeina, hanno sollevato un carico maggiore ed eseguito più ripetizioni prima di arrivare al punto di saturazione, rispetto alle altre.

Un altro studio abbastanza interessante ha dimostrato che la caffeina riduce la quantità di errori commessi da chi lavora di notte. Questo studio ha rivisitato 13 studi che avevano analizzato gli effetti della caffeina sulla performance dei lavoratori che facevano turni di notte (portieri notturni, poliziotti, trasportatori, ecc) ed è arrivato alla conclusione che questa sostanza riduce la propensione all’errore e migliora la performance cognitiva. La caffeina potenzia la concentrazione, la memoria, la percezione sensoriale , la capacità di ragionare e la reattività.

Visti questi risultati, non ci meraviglierà che uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease abbia riscontrato che la caffeina ritarda l’insorgere di malattie cerebrali come l’Alzheimer.

*Goldstein, E. et. al., Caffeine enhances upper body strength in resistance-trained women, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:18, Maggio 2010 (LINK)
*Ker, K. et. al., Caffeine for the prevention of injuries and errors in shift workers, Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 5. Art. Nº: CD008508. DOI: 10.1002/14651858.CD008508, Aprile 2010 (LINK)
*Mendonça, A. & Cunha, R., Therapeutic Opportunities for Caffeine in Alzheimer’s Disease and Other Neurodegenerative Disorders, Journal of Alzheimer’s Disease Vol. 20, Supplement 1, Maggio 2010 (LINK)
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3) La beta-alanina fa crescere il nostro fisico e riduce l’indice di massa grassa.

Quarantaquattro donne di età media 22 anni sono state divise in 3 gruppi: il gruppo di controllo (che non ha assunto integratori), il gruppo della beta-alanina (1,5g di BA + 15g di destrosio) e il gruppo del placebo (16,5g di destrosio). A queste donne è stato chiesto di eseguire un allenamento intenso sulla bicicletta statica, da realizzarsi 3 volte a settimana: 5 serie da 2m di esercizi + 1m di recupero.

Sono stati valutati i seguenti fattori: volume massimo di ossigeno (VO2max), massa muscolare magra e massa grassa. Questi sono stati i risultati pubblicati:

  • Il VO2max è aumentato nel gruppo della beta-alanina e del placebo;
  • La massa corporea è aumentata soltanto nel gruppo della beta-alanina, registrando anche una diminuzione della massa grassa;
  • La massa muscolare magra è aumentata in tutti e 3 i gruppi.

Conclusione: la beta-alanina si è distinta per aver diminuito la massa grassa e promosso l’aumento della massa corporea.

*Walter, A. et. al., Six weeks of high-intensity interval training with and without β-alanine supplementation for improving cardiovascular fitness in women, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1199-1207, Maggio 2010 (LINK)
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4) È ufficiale: i frullati di ciliegia diminuiscono i dolori muscolari dopo la corsa di lunga durata.

Se il lettore assiduo del Logon sa già che i frullati di ciliegia si sono dimostrati efficaci nel recupero muscolare dei maratoneti, ora una nuova ricerca ha dato ancora più importanza alle ciliege. Si sa che dopo una lunga corsa, i muscoli sono affaticati per diversi giorni. Per affrontare questa situazione, gli sportivi usano antinfiammatori non-steroidei (AINE), nonostante abbiano effetti collaterali.

Questo nuovo studio dimostra ancora una volta che i frullati di ciliegia sono una soluzione naturale e senza effetti collaterali per il recupero muscolare. Cinquantaquattro maratoneti hanno bevuto un frullato di ciliegia o un composto di placebo due volte al giorno per i 7 giorni precedenti una competizione. I maratoneti di entrambi i gruppi hanno riportato dolori muscolari, ma coloro che hanno consumato i frullati di ciliegia ne hanno lamentati molti meno rispetto agli atleti del gruppo del placebo.

*Kuehl, K. et. al., Efficacy of tart cherry juice in reducing muscle pain during running: a randomized controlled trial, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:17, Maggio 2010 (LINK)
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5) L’integrazione quotidiana con proteine riduce i rischi di frattura dell’anca negli anziani.

Secondo uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto Ebraico di Ricerca sull’Invecchiamento SeniorLife, negli USA, le persone anziane che fanno uso di integratori di proteine sono meno esposte al rischio di fratture dell’anca.

Lo studio ha valutato le abitudini di consumo giornaliero di proteine di 946 anziani. Coloro che consumano quantità minori di proteine, compresi nell’ultimo quarto della tabella, hanno riportato approssimativamente il 50% in più di fratture dell’anca rispetto a coloro che si piazzano nella parte superiore della tabella. Gli anziani che riportano più lesioni consumano in media 46 grammi di proteine al giorno in meno rispetto alla quantità raccomandata dai nutrizionisti.

Marian Hannan, coordinatrice dello studio, ha spiegato che la maggior parte delle fratture è dovuta alle cadute. Queste cadute, a loro volta, sono dovute in gran parte alla debolezza dei muscoli delle gambe. “Il consumo giornaliero di proteine può proteggere gli anziani contro il rischio di fratture dell’anca perché permette di costruire muscoli delle gambe più forti“, ha affermato.

(Nota Prozis: lo studio è stato realizzato su persone anziane, ma questi principi sono validi per tutti).

*Hannan, M. et. al., Does dietary protein reduce hip fracture risk in elders? The Framingham osteoporosis study, Osteoporosis International 10.1007/s00198-010-1179-4, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il consumo quotidiano di zenzero allevia i dolori muscolari fino al 25%.

*Black, C. et. al., Ginger (Zingiber officinale) Reduces Muscle Pain Caused by Eccentric Exercise, The Journal of Pain 10.1016/j.jpain.2009.12.013, 2010 (LINK)

7) I broccoli ritardano lo sviluppo delle cellule cancerogene della mammella.

*Li, Y. et. al., Sulforaphane, a Dietary Component of Broccoli/Broccoli Sprouts, Inhibits Breast Cancer Stem Cells, Clinical Cancer Research 16; 2580, Maggio 2010 (LINK)

8 ) Le noci abbassano il livello di colesterolo.

*Sabate, J. & Oda, K. & Ros, E., Nut Consumption and Blood Lipid Levels: A Pooled Analysis of 25 Intervention Trials, Archives of Internal Medicine 170 (9): 821-827, Maggio 2010 (LINK)

9) La vitamina E fa migliorare i pazienti affetti da malattie del fegato.

*Sanyal, A. et al., Pioglitazone, Vitamin E, or Placebo for Nonalcoholic Steatohepatitis, New England Journal of Medicine Vol. 362, Nº 18, págs. 1675-1685, Maggio 2010 (LINK)

10) I cibi riscaldati ad alte temperature promuovono i rischi associati al diabete di tipo 2 e alle malattie cardiovascolari.

*Birlouez-Aragon, I, et. al., A diet based on high-heat-treated foods promotes risk factors for diabetes mellitus and cardiovascular diseases, The American Journal of Clinical Nutrition Vol. 91, Nº 5, 1220-1226, Maggio 2010 (LINK)

11) L’olio protegge contro il manifestarsi della colite ulcerosa.

*Olive oil could guard against developing ulcerative colitis, University of East Anglia, Maggio 2010 (LINK)

12) Le bevande a basso tenore di zucchero aiutano a far scendere la pressione arteriosa.

*Chen, L. et. al., Reducing Consumption of Sugar-Sweetened Beverages Is Associated With Reduced Blood Pressure. A Prospective Study Among United States Adults, Circulation doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.911164, Maggio 2010 (LINK)

13) I cibi lavorati aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

*Micha, R. & Wallace, S. & Mozaffarian, D., Red and Processed Meat Consumption and Risk of Incident Coronary Heart Disease, Stroke, and Diabetes Mellitus: A Systematic Review and Meta-Analysis, Circulation 121:2271-2283, Maggio 2010 (LINK)

14) Il cioccolato fondente può proteggere il cervello dopo l’ictus.

*Shah, Z. et. al., The flavanol (−)-epicatechin prevents stroke damage through the Nrf2/HO1 pathway, Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism doi: 10.1038/jcbfm.2010.53, Maggio 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Sport

giugno 7, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 su sport ed attività fisica:
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1) La velocità dei tiri in porta influenzata dai ripetuti “sprint” richiesti ai praticanti di polo acquatico.

Gli “sprint” sono una componente centrale nelle partite di polo acquatico. Un gruppo di ricercatori ha voluto verificare se la velocità e la mira del tiro di un giocatore di polo acquatico siano influenzate negativamente dai ripetuti sprint.

Undici giocatrici di polo acquatico, età media 19 anni, sono state divise in due gruppi. Il gruppo di controllo ha eseguito 10 tiri in porta dalla linea dei 5m, riposando 35 secondi tra un tiro e l’altro. Per valutare la mira, è stato fissato un bersaglio sulla porta. Le atlete del secondo gruppo dovevano eseguire tiri in porta alle stesse condizioni ma, al contrario del 1º gruppo, dovevano fare uno sprint tra un tiro e l’altro. Lo sprint consisteva nel nuotare dalla linea dei 2m fino al mezzo campo e nel tornare sulla linea dei 5m per eseguire il tiro in porta.

Gli studiosi hanno constatato che le atlete che non hanno effettuato gli sprint hanno fatto dei tiri in porta molto più veloci rispetto alle atlete che hanno eseguito gli sprint (3,13 miglia l’ora (mph) contro 2,76 mph). A livello di mira, invece, non sono state registrate differenze significative. A seguito dell’esperimento, gli scienziati hanno dato questo consiglio agli allenatori: gli allenamenti devono comprendere sprint ripetuti, in modo da simulare le condizioni di gioco.

*Stevens, H. et. al., Effect of swim sprints on throwing accuracy and velocity in female collegiate water polo players, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1195-1198, Maggio 2010 (LINK)
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2) I massaggi prima delle competizioni pregiudicano la performance.

È pratica comune di alcune squadre far massaggiare gli atleti prima delle competizioni. Si fa per stimolare i muscoli e, quindi, aumentare il rendimento degli sportivi. Uno studio si è posto come obiettivo di verificare se i massaggi prima delle gare migliorino realmente il rendimento.

Venti sportivi sono stati divisi in 3 gruppi. Per ogni gruppo, i componenti si sono sottoposti ad una delle seguenti procedure: 1) massaggi pre-competizione, 2) riscaldamento ordinario o 3) massaggi pre-competizione + riscaldamento ordinario. I muscoli massaggiati erano quelli coinvolti nello sprint. Dopo la procedura, si doveva eseguire uno sprint di 20 metri.

È stato provato che la velocità dello sprint degli atleti che hanno ricevuto il massaggio e non hanno fatto riscaldamento è stata inferiore rispetto allo sprint dei restanti atleti, mentre tra il gruppo degli sportivi che hanno fatto riscaldamento e basta e il gruppo degli sportivi che hanno abbinato il riscaldamento ai massaggi, non è stata rilevata alcuna differenza significativa. Pertanto, la conclusione degli studiosi è stata che la pratica dei massaggi prima delle competizioni non ha effetti evidenti per quanto riguarda la velocità dello sprint e, quindi, risulta inutile.

*Fletcher, I., The effects of precompetition massage on the kinematic parameters of 20-m sprint performance, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1179-1183, Maggio 2010 (LINK)
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3) Gli allungamenti tra le serie di sollevamento pesi da distesi diminuiscono la velocità di esecuzione.

Tra le altre cose, gli allungamenti prevengono le lesioni da sovraccarico e aiutano a stabilire l’equilibrio tra i muscoli agonisti e antagonisti. Per questo motivo, alcuni bodybuilder usano allungare i muscoli tra una serie di ripetizioni e l’altra. Un gruppo di ricercatori ha voluto accertare se questa pratica abbia effetti sull’esecuzione del sollevamento pesi da distesi.

Venti giovani studenti hanno eseguito 2 serie consecutive di questo esercizio in 3 giorni differenti. Tra le serie, alcuni di loro hanno eseguito degli allungamenti statici, mentre altri hanno eseguito degli allungamenti dinamici e altri ancora non hanno fatto alcun tipo di allungamento. Lo studio ha messo in evidenza come gli allungamenti statici abbiano ridotto significativamente la velocità di sollevamento del peso nella seconda serie.

Hanno concluso, pertanto, che nelle situazioni in cui la velocità d’esecuzione dell’esercizio è importante (come in allenamenti specifici di adattamento), gli allungamenti statici tra le serie debbano essere evitati o sostituiti con allungamenti dinamici.

*García-López, D et. al., Interset stretching does not influence the kinematic profile of consecutive bench-press sets, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1361-1368, Maggio 2010 (LINK)
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4) Il paradenti non interferisce negativamente sulla respirazione.

Il paradenti è uno strumento che riduce il rischio di lesioni a denti, gengive e labbra. Stelle dello sport come Cristiano Ronaldo e Tiger Woods lo utilizzano nelle competizioni. Molti atleti, invece, non lo usano per paura che interferisca con la respirazione e, quindi, con la performance. Allo scopo di confermare o eliminare questo dubbio, un gruppo di ricercatori ha valutato gli effetti del paradenti sulla respirazione in atleti donne.

Undici giovani donne hanno eseguito 3 test di sforzo di massima intensità in momenti differenti. Alcune di loro hanno utilizzato un paradenti. Durante e dopo l’esercizio, sono stati misurati i seguenti parametri: ritmo cardiaco, livello di sforzo percepito, consumo di ossigeno e ventilazione polmonare. Non sono state registrate differenze rilevanti nei parametri valutati tra le donne che avevano usato il paradenti e quelle che non lo avevano usato. Pertanto, la conclusione è stata che gli atleti possono usare questo strumento senza temere effetti negativi sulla performance.

*Rapisura, K. et. al., Physiological variables and mouthguard use in women during exercise, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1263-1268, Maggio 2010 (LINK)
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5) Per recuperare, non c’è niente di meglio degli esercizi in piscina.

Un’equipe di scienziati ha comparato l’efficacia di tre differenti metodi di recupero muscolare post-allenamento: esercizi a bassa intensità in piscina, elettrostimolazione e recupero passivo (sedersi e riposare). Sono stati valutati gli effetti a livello fisiologico (consumo di ossigeno, concentrazione di acido lattico nel sangue e percentuale di saturazione di emoglobina nei muscoli), psicologico (livelli di sforzo percepito, dolori muscolari e recupero) e di performance.

Otto uomini hanno effettuato una prova di corsa due volte al giorno, in tre giorni differenti. Dopo il test, hanno utilizzato uno dei tre differenti metodi di recupero menzionati precedentemente. I risultati hanno mostrato che gli esercizi in acqua (60%) e l’elettrostimolazione (40%) sono stati gli interventi post-allenamento che si sono rivelati più efficaci a livello di recupero muscolare.

*Cortis, C. et. al., Effects of Post-Exercise Recovery Interventions on Physiological, Psychological, and Performance Parameters, International Journal of Sports Medicine 2010; 31(5): 327-335, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

- Lo sport fa diminuire i casi di mortalità per cancro al polmone.

*Xuemei, S. et. al., Influence of Cardiorespiratory Fitness on Lung Cancer Mortality, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 5 – págs. 872-878, Maggio 2010 (LINK)

- L’attività fisica praticata regolarmente ritarda l’invecchiamento delle cellule.

*Puterman, E. et. al., The Power of Exercise: Buffering the Effect of Chronic Stress on Telomere Length, PLoS ONE 5(5): e10837. doi:10.1371/journal.pone.0010837, Maggio 2010 (LINK)


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Nutrizione in evidenza (Aprile 2010) – Nutrizione

maggio 10, 2010

Nutrizione in evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Aprile 2010 nell’area Nutrizione:
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1) BCAA – il tuo carburante anabolico.

18 sportivi di sesso maschile abituati ad allenamenti di resistenza sono stati divisi in 2 gruppi: il gruppo dei BCAA e il gruppo del placebo. Gli sportivi hanno consumato i rispettivi integratori per 4 settimane. In base alle analisi del sangue effettuate sui partecipanti prima e dopo l’assunzione degli integratori, i ricercatori hanno verificato che gli sportivi del gruppo dei BCAA possedevano livelli più alti di testosterone e minori livelli di cortisolo e di creatina chinasi, rispetto agli sportivi del gruppo del placebo.

Il testosterone è un ormone responsabile, insieme ad altri fattori, dello sviluppo dei muscoli. Elevati livelli di creatina chinasi, invece, indicano che il muscolo è sottoposto a grande stress a causa di un evento anormale, come ad esempio un’infiammazione o una distrofia muscolare. La ricerca, dunque, ha dimostrato che l’integrazione con BCAA può creare uno stimolo anabolico e allo stesso tempo ridurre i danni muscolari provocati da intensi allenamenti di resistenza.

*Sharp, C. & Pearson, D., Amino acid supplements and recovery from high-intensity training, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 1125-1130, Abril 2010 (LINK)
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2) Arginina e Ornitina aprono la strada per la crescita!

Un gruppo di scienziati si è proposto di osservare gli effetti dell’integrazione con arginina ed ornitina sulla sintesi dell’ormone della crescita e sulla circolazione dell’insulina nell’organismo in individui che praticano culturismo. 17 bodybuilders sono stati divisi in due gruppi: il primo gruppo ha assunto integratori di arginina e ornitina, mentre al secondo gruppo è stato somministrato un placebo.

Le analisi del sangue degli sportivi hanno permesso agli scienziati di registrare un maggior stimolo nella sintesi dell’ormone della crescita e una maggior circolazione dell’insulina negli sportivi che hanno assunto arginina e ornitina. L’ormone della crescita stimola la crescita muscolare. I picchi di insulina aiutano i nutrienti ad essere rapidamente inviati ai muscoli nel momento in cui questi ne hanno più bisogno. Uno studio di grande interesse per il mondo del culturismo.

*Zając, A. et. al., Arginine and ornithine supplementation increases GH and IGF-1 serum levels after heavy-resistance exercise in strength-trained athletes, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 1082-1090, Abril 2010 (LINK)
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3) Cioccolato fondente – buono per il fegato e per il cuore

Una ricerca condotta da scienziati spagnoli e presentata durante l’Incontro Annuale dell’Associazione Europea per gli studi sul Fegato, realizzato a Vienna, ha dimostrato che il cioccolato fondente può giovare alla salute delle persone che soffrono di cirrosi epatica e di pressione alta. Lo studio ha dimostrato che il cioccolato fondente riduce il danno dei vasi sanguigni nei pazienti con cirrosi e abbassa la pressione arteriosa. Ciò è dovuto al fatto che il cioccolato fondente contiene potenti antiossidanti.

Un altro studio sul cioccolato è stato pubblicato il mese scorso. È stato condotto su 19.357 persone tra i 35 e i 65 anni, che sono state monitorate per ben 10 anni. I ricercatori hanno concluso che il cioccolato, soprattutto quello fondente, permette di mantenere la pressione arteriosa a livelli controllati e di ridurre il rischio di infarto. Al confronto con il gruppo di persone che ha consumato soltanto 1,7 grammi di cioccolato al giorno, il gruppo di coloro che hanno consumato 7,5 grammi di cioccolato tutti i giorni ha presentato un rischio di malattie cardiache inferiore del 39%.

*Potential Benefit of Dark Chocolate for Liver Disease Patients, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)
*Buijsse, B. et. al., Chocolate consumption in relation to blood pressure and risk of cardiovascular disease in German adults, European Heart Journal, Março 2010 (LINK)
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4) Bassi livelli di vitamina D associati a problemi respiratori e articolari.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Allergy and Clinical Immunology, bassi livelli di vitamina D provocano difficoltà nel corretto funzionamento dei polmoni e una maggiore dipendenza dai farmaci in persone asmatiche. Lo studio è stato realizzato su bambini asmatici e ha anche dimostrato che la vitamina D aumenta l’attività dei corticosteroidi, il rimedio più efficace per controllare l’asma.

Daniel Searing, leader del gruppo di scienziati, ha affermato: “Nel nostro studio, i bambini con bassi livelli di vitamina D erano più allergici, avevano un peggiore funzionamento dei polmoni e prendevano più farmaci“.

Già un altro studio realizzato nel mese di marzo con donne nord-americane ha indicato che chi non assume quantità adeguate di vitamina D ha più probabilità di ammalarsi di artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che attacca le strutture articolari e periarticolari.

*Searing, D. et. al., Decreased serum vitamin D levels in children with asthma are associated with increased corticosteroid use, The Journal of Allergy and Clinical Immunology, Abril 2010 (LINK)
*Verónica, V. et. al., Association between Residences in U.S. Northern Latitudes and Rheumatoid Arthritis: A Spatial Analysis of the Nurses’ Health Study, Environmental Health Perspectives, Março 2010 (LINK)
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5) Il magnesio previene il cancro colo-rettale.

Il magnesio mantiene la stabilità genetica ed è un co-fattore essenziale nella sintesi e nella riparazione del DNA. Ora, una ricerca condotta su individui giapponesi ha dimostrato che questo minerale può essere anche di grande aiuto nella prevenzione del cancro colo-rettale, perlomeno per quanto riguarda gli uomini.

I ricercatori hanno raccolto dati su 40.830 uomini e 46.287 donne tra i 45 e i 74 anni e hanno registrato il loro consumo giornaliero di magnesio. È stato osservato che l’incidenza del cancro colo-rettale è stata minore negli uomini che hanno consumato dosi maggiori di magnesio. Non vi sono state, invece, differenze significative nelle donne.

*Sasazuki, S. et. al., High Dietary Intake of Magnesium May Decrease Risk of Colorectal Cancer in Japanese Men, The Journal of Nutrition Vol. 140, Nº 4, págs. 779-785, Abril 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il riso integrale protegge contro la pressione alta e lo sviluppo dell’arteriosclerosi.

*Brown Rice and Cardiovascular Protection, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

7) L’uva riduce il fattore s di rischio proveniente da malattie cardiache e diabete di tipo 2.

*Grapes Reduce Risk Factors for Heart Disease and Diabetes, Animal Study Shows, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

8 ) Gli individui la cui dieta include insalata, noci, pesce, carne di uccello, frutta e verdure e ridotte quantità di carni rosse, burro e latticini “grassi” sono meno esposti al rischio di contrarre il morbo di Alzheimer.

*Gu, Y. et. al., Food Combination and Alzheimer Disease Risk, Archives of Neurology 67(6), Abril 2010 (LINK)

9) Gli integratori multivitaminici e di calcio possono ridurre il rischio di contrarre il cancro della mamella.

*Vitamin and Calcium Supplements May Reduce Breast Cancer Risk, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

10) L’insufficenza di omega 3 legata all’infertilità maschile.

*Roqueta-Rivera, M. et. al., Docosahexaenoic acid supplementation fully restores fertility and spermatogenesis in male delta-6 desaturase-null mice, The Journal of Lipid Research 51 (2):360, Abril 2010 (LINK)

11) Una dieta ricca di vitamina B riduce i rischi per il cuore.

*Iso, H. et. al., Dietary Folate and Vitamin B6 and B12 Intake in Relation to Mortality From Cardiovascular Diseases. Japan Collaborative Cohort Study, Strok, Abril 2010 (LINK)

12) Una dieta a base di verdure, frutta e soia protegge contro il cancro della mamella.

*Butler, L. et. al., A vegetable-fruit-soy dietary pattern protects against breast cancer among postmenopausal Singapore Chinese women, The American Journal of Clinical Nutrition Vol. 91, Nº 4, 1013-1019, Abril 2010 (LINK)


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Integratori di omega 3… Perchè?

maggio 3, 2010

Quando si parla di omega 3 si parla di salute e benessere, infatti gli omega 3 sono acidi grassi essenziali per il buon funzionamento del nostro organismo. Man mano che si studiano, gli omega 3 rivelano sempre nuove proprietà benefiche per l’uomo.

Una ricerca publicata su Gut, una rivista medica internazionale di gastroenterologia ed epatologia, ha dimostrato che gli omega 3 riducono i polipi pericolosi negli individui propensi al cancro dell’intestino [*1]. Un’equipe di scienziati ha condotto un esperimento su 50 pazienti, divisi in 2 gruppi. Il primo gruppo, composto da 28 pazienti, ha assunto una dose da 2 gr di omega 3, mentre all’altro gruppo è stato somministrato un placebo. I risultati a distanza di 6 mesi sono stati i seguenti:

  • Il numero dei polipi è aumentato di quasi il 10% nei pazienti del gruppo del placebo, mentre nei pazienti che hanno consumato omega 3, la quantià di polipi è diminuita del 12%;
  • Le dimensioni dei polipi sono aumentate del 17% nei pazienti del gruppo del placebo. Nei pazienti del gruppo degli omega 3, invece, i polipi si sono ridotti del 12,5%.

Gli scienziati hanno concluso, quindi, che il consumo di omega 3 impedisce il manifestarsi e lo svilupparsi del cancro dell’intestino.

Omega 3 e attacchi cardiaci

A seguito della valutazione di 4 studi scientifici pubblicati nel 2009, è stato dimostrato che gli omega 3 aiutano a prevenire e a trattare gli attacchi cardiaci. Carl Lavie, il medico che ha esaminato gli studi, ha affermato che sono pochi i professionisti della salute che si sono accorti dello straordinario potenziale degli omega 3 nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

Egli afferma che tutti dovremmo consumare tra gli 800 e i 1000 mg di omega 3 al giorno [*2].

Integratori di Omega 3 Prozis:

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – West, N. et. al., Eicosapentaenoic acid reduces rectal polyp number and size in familial adenomatous polyposis, Gut 10.1136, Marzo 2009 (LINK)
[*2] – Lavie, C. et. al., Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acids and Cardiovascular Diseases, Journal of the American College of Cardiology 54, págs. 585-594, Febbraio 2009 (LINK)


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