Archive for the ‘Colesterolo’ Category

Il colesterolo HDL (colesterolo buono) fa bene al cervello

gennaio 3, 2011

In questo articolo abbiamo visto il motivo per cui il colesterolo HDL è buono per la nostra salute. Nelle condizioni ideali, l’HDL rimuove il colesterolo LDL (colesterolo cattivo) che si trova in circolo e lo transporta al fegato, dove viene distrutto.

Ma non è tutto. Recenti studi indicano che il colesterolo HDL previene la perdita della memoria e lo stato di demenza. In altre parole, il colesterolo buono giova alla salute del cervello.

HDL e demenza

Durante uno studio sono state monitorate per 3 anni 1051 persone di età superiore ai 65 anni. Alla fine dei 3 anni, le persone affette da demenza erano quelle che presentavano livelli di colesterolo HDL significativamente bassi [*1].

HDL e perdita della memoria

Uno studio del 2008 realizzato su 3673 individui ha valutato la connessione tra HDL e capacità di memoria in adulti dai 55 ai 61 anni di età. All’inizio e al termine dello studio, che è durato 5 anni, sono stati misurati i livelli totali di colesterolo, colesterolo HDL, trigliceridi e la capacità di memoria (mediante appositi test).

Risultati: Durante i 5 anni dello studio, gli individui che avevano visto diminuire i livelli di HDL nel sangue presentavano un rischio del 61% maggiore di dimenticare parole e frasi. I ricercatori hanno concluso, pertanto, che vi è una relazione tra livelli alti di HDL e diminuzione della perdita della memoria [*2].

Come far aumentare il colesterolo HDL

  • Praticare sport;
  • Consumare alcool in forma moderata, ovvera nella misura di un solo bicchiere al giorno per le donne e tra uno e due bicchieri al giorno per gli uomini. E bere in maniera responsabile;
  • Dimagrire, se si è al di sopra del peso ideale;
  • Evitare i grassi trans. I cibi pronti e le fritture servite al ristorante sono solitamente le maggiori fonti di questo tipo di grassi;
  • Seguire la dieta mediterranea: elevato consumo di pesce, frutta, verdure, noci, olio, cereali e basso tenore di grassi. Gli alimenti citati sono buone fonti di HDL.

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] - Zuliani, G. et. al., Relationship between low levels of high-density lipoprotein cholesterol and dementia in the elderly. The InChianti study, J Gerontol A Biol Sci Med Sci 65(5), págs. 559-64, Maio 2010 (LINK)
[*2] - Singh-Manoux, A. et. al., Low HDL Cholesterol Is a Risk Factor for Deficit and Decline in Memory in Midlife. The Whitehall II Study , Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology 28(8), págs. 1556-62, Giugno 2008 (LINK)


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Mangiare la frutta, perché?

dicembre 20, 2010

Tutti sappiamo che mangiare frutta fa bene, ma mettiamo in pratica questa nozione o ci accontentiamo della teoria? Il Logon ti spiega alcune ragioni per cui devi mangiare frutta quotidianamente, riportando i dati scientifici pubblicati quest’anno.

Mela

La mela è un alimento completo: contiene proteine, carboidrati, potassio, magnesio, fosforo e vitamine A, B1, B2, B6 e C. Ha diversi effetti benefici sulla nostra salute, ad esempio abbassa il livello di colesterolo nel sangue, favorisce la digestione e riduce l’incidenza di malattie periodontali e da metalli tossici.

Ora, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Microbiology ha dimostrato che la mela contribuisce anche alla prevenzione del cancro del colon-retto e delle malattie infiammatorie dell’intestino. Come? I batteri benefici presenti nell’apparato digestivo assorbono i componenti presenti nella mela, mantenendo sane le cellule dell’intestino. Ciò rinforza il sistema immunitario.

Nello studio realizzato, i ratti che avevano ingerito più pectina, uno dei costituenti delle fibre dietetiche della mela, hanno visto aumentare la quantità di batteri benefici presenti nell’apparato digerente [*1].

La mela è un alimento che si può tranquillamente portare con sé. Mangia almeno una mela al giorno.

Mango

Nonostante non sia estremamente ricco di antiossidanti, il mango è un alimento prezioso. Secondo Susanne Talcott, ricercatrice del centro di ricerca Texas AgriLife Research, il mango ha proprietà antiossidanti 5 volte inferiori all’uva, ma può avere un impatto positivo su vari tipi di cancro.

Il gruppo di ricercatori ha analizzato l’azione del mango sul tumore e ha scoperto che questo frutto previene o addirittura blocca lo sviluppo delle cellule cancerogene in alcuni tipi di cancro della mamella e del colon-retto. I ricercatori hanno analizzato in vitro l’azione dei polifenoli presenti nel mango [*2] su vari tipi di cancro: del colon-retto, della mammella, del polmone, della prostata e sulla leucemia.

Il mango ha dimostrato di avere un impatto benefico sul cancro del polmone, sulla leucemia e sul cancro alla prostata, ma è stato sul cancro della mammella e del colon-retto che ha dimostrato una maggiore efficacia [*3].

Melagrana

Secondo uno studio pubblicato su Cancer Prevention Research, la melagrana può prevenire il cancro alla mammella e rallentare la crescita delle cellule infette. Nello studio realizzato da ricercatori nord-americani, gli ellagitannini (gruppi di fitochimici molto abbondanti nella melagrana) hanno impedito il progredire del cancro alla mammella [*4].

Kiwi

Probabilmente sai già che la vitamina C è un antiossidante fondamentale per il nostro organismo. Quello che forse non sai è che il kiwi contiene tre volte più vitamina C dell’arancia. Il kiwi non contiene grassi saturi né colesterolo, contiene invece diversi nutrienti, tra cui fibre, proteine, potassio, ferro, calcio, magnesio, ecc [*5].

Il kiwi è una buona fonte di acido folico, un elemento molto importante in diversi momenti della vita: in gravidanza, durante lo sviluppo e per la cicatrizzazione.
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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – Licht, T.R. et. al., Effects of apples and specific apple components on the cecal environment of conventional rats: role of apple pectin, BMC Microbiology 10:13, Gennaio 2010 (LINK)
[*2] – I polifenoli sono sostanze naturali delle piante e vengono associati a una grande varietà di componenti noti per i loro effetti benefici sulla salute.
[*3] – AgriLife News, Mango effective in preventing, stopping certain colon, breast cancer cells, Gennaio 2010 (LINK)
[*4] – Adams, L.S. et. al., Pomegranate Ellagitannin–Derived Compounds Exhibit Antiproliferative and Antiaromatase Activity in Breast Cancer Cells In vitro, Cancer Prevention Research 3 – 108, Gennaio 2010 (LINK)
[*5]The World’s Healthiest Foods, Kiwifruit (LINK)


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Colesterolo HDL (colesterolo buono) vs. colesterolo LDL (colesterolo cattivo)?

ottobre 12, 2010

Probabilmente avrai già sentito dire che esiste un tipo di colesterolo che è “buono”. Si tratta del colesterolo HDL, ma magari non conosci il motivo per cui viene chiamato “buono”. Perché un tipo di colesterolo è dannoso (il colesterolo LDL) e l’altro è benefico?

Cos’è il colesterolo LDL?

Il colesterolo circola nel sangue grazie alle lipoproteine. Le lipoproteine che destano maggior preoccupazione sono le lipoproteine a bassa densità (in inglese low-density lipoprotein – LDL), ciò che chiamiamo cattivo colesterolo. Se il nostro corpo produce una quantità di LDL maggiore di quella che le cellule riescono ad assorbire, esso si deposita sulle pareti delle arterie, contribuendo alla crescita della Placca Arteriosclerotica.

Valori elevati di colesterolo LDL sono associati all’aumento del rischio cardiovascolare e allo sviluppo dell’arteriosclerosi.

Cos’è il colesterolo HDL?

Il colesterolo HDL, trasportato dalle lipoproteine ad alta densità (high density lipoprotein – HDL), rimuove l’LDL dalle arterie e lo riporta al fegato per essere catabolizzato.

Perché l’HDL è buono per la salute?

Oltre a rimuovere il colesterolo cattivo, il colesterolo HDL agisce anche come:

- Antiossidante. Gli esperti ritengono che gli antiossidanti possano offrire protezione contro le coronaropatie, evitando che il colesterolo LDL reagisca con l’ossigeno e faccia inspessire le pareti delle arterie.

- Antinfiammatorio. Nonostante l’infiammazione sia un meccanismo di difesa dell’organismo in determinate situazioni, può anche causare danni. Nel cuore, l’infiammazione può innescare l’arteriosclerosi e aumentare la formazione di coaguli che bloccano le arterie, la principale causa di attacchi cardiaci e ictus.

- Antitrombotico. La trombosi si ha con la formazione di un coagulo di sangue all’interno di un vaso sanguigno. Prevenire la formazione di questi coaguli riduce enormemente il rischio di malattie cardiovascolari.



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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Nutrizione

giugno 9, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 nell’area Nutrizione:
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1) Per avere più resistenza e prestanza fisica, l’arginina è la soluzione!

Un gruppo di ricercatori ha voluto valutare gli effetti dell’integrazione con arginina sulla performance sportiva portata alla soglia massima. Il loro proposito era appurare quale sia il tempo massimo di sprigionamento di energia che gli sportivi riuscivano a raggiungere prima di entrare nello stato di affaticamento e quale sia il ruolo dell’arginina in questo frangente.

Cinquanta giovani adulti sono stati divisi in 3 gruppi: il gruppo del placebo, quello che ha assunto 1,5gr di arginina e quello che ha assunto 3gr di arginina. Tutte le persone appartenenti ai 3 gruppi hanno eseguito un test di sforzo massimo in due momenti: prima di assumere l’integratore e dopo le 4 settimane di integrazione. Attraverso l’elettromiografia, gli studiosi hanno registrato i segnali elettrici provenienti dal muscolo vasto laterale.

I risultati sono stati chiari: non si è verificato alcun miglioramento nel gruppo del placebo, mentre in entrambi i gruppi dell’arginina, è cresciuta la disponibilità fisica, e dunque la performance nel test. Il gruppo che ha assunto 1,5gr di arginina al giorno ha fatto registrare un aumento del 22,4%, mentre l’aumento negli sportivi che avevano assunto 3gr di arginina è stato del 18,8%.

In un altro studio, l’arginina ha aumentato la prestanza fisica di individui che hanno subito un trapianto di cuore.

*Camic, C, et. al., Effects of arginine-based supplements on the physical working capacity at the fatigue threshold, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1306-1312, Maggio 2010 (LINK)
*Doutreleau, S. et. al., L-Arginine supplementation improves exercise capacity after a heart transplant, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1261-1267, Maggio 2010 (LINK)
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2) La caffeina ci rigenera fisicamente e mentalmente.

Diversi studi scientifici realizzati negli ultimi decenni hanno dimostrato che la caffeina è efficace nell’aumentare il rendimento degli atleti. Un nuovo studio sulla caffeina è stato pubblicato il mese scorso. Questa volta, i ricercatori hanno testato gli effetti della caffeina su donne che praticano sport.

15 donne hanno consumato caffeina (6 mg/kg) o un placebo in 7 diversi giorni e un’ora dopo aver assunto una delle due sostanze, hanno eseguito una serie di sollevamento pesi sulla panca piana con il carico massimo. È stato constatato che le donne che avevano assunto caffeina, hanno sollevato un carico maggiore ed eseguito più ripetizioni prima di arrivare al punto di saturazione, rispetto alle altre.

Un altro studio abbastanza interessante ha dimostrato che la caffeina riduce la quantità di errori commessi da chi lavora di notte. Questo studio ha rivisitato 13 studi che avevano analizzato gli effetti della caffeina sulla performance dei lavoratori che facevano turni di notte (portieri notturni, poliziotti, trasportatori, ecc) ed è arrivato alla conclusione che questa sostanza riduce la propensione all’errore e migliora la performance cognitiva. La caffeina potenzia la concentrazione, la memoria, la percezione sensoriale , la capacità di ragionare e la reattività.

Visti questi risultati, non ci meraviglierà che uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease abbia riscontrato che la caffeina ritarda l’insorgere di malattie cerebrali come l’Alzheimer.

*Goldstein, E. et. al., Caffeine enhances upper body strength in resistance-trained women, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:18, Maggio 2010 (LINK)
*Ker, K. et. al., Caffeine for the prevention of injuries and errors in shift workers, Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 5. Art. Nº: CD008508. DOI: 10.1002/14651858.CD008508, Aprile 2010 (LINK)
*Mendonça, A. & Cunha, R., Therapeutic Opportunities for Caffeine in Alzheimer’s Disease and Other Neurodegenerative Disorders, Journal of Alzheimer’s Disease Vol. 20, Supplement 1, Maggio 2010 (LINK)
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3) La beta-alanina fa crescere il nostro fisico e riduce l’indice di massa grassa.

Quarantaquattro donne di età media 22 anni sono state divise in 3 gruppi: il gruppo di controllo (che non ha assunto integratori), il gruppo della beta-alanina (1,5g di BA + 15g di destrosio) e il gruppo del placebo (16,5g di destrosio). A queste donne è stato chiesto di eseguire un allenamento intenso sulla bicicletta statica, da realizzarsi 3 volte a settimana: 5 serie da 2m di esercizi + 1m di recupero.

Sono stati valutati i seguenti fattori: volume massimo di ossigeno (VO2max), massa muscolare magra e massa grassa. Questi sono stati i risultati pubblicati:

  • Il VO2max è aumentato nel gruppo della beta-alanina e del placebo;
  • La massa corporea è aumentata soltanto nel gruppo della beta-alanina, registrando anche una diminuzione della massa grassa;
  • La massa muscolare magra è aumentata in tutti e 3 i gruppi.

Conclusione: la beta-alanina si è distinta per aver diminuito la massa grassa e promosso l’aumento della massa corporea.

*Walter, A. et. al., Six weeks of high-intensity interval training with and without β-alanine supplementation for improving cardiovascular fitness in women, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1199-1207, Maggio 2010 (LINK)
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4) È ufficiale: i frullati di ciliegia diminuiscono i dolori muscolari dopo la corsa di lunga durata.

Se il lettore assiduo del Logon sa già che i frullati di ciliegia si sono dimostrati efficaci nel recupero muscolare dei maratoneti, ora una nuova ricerca ha dato ancora più importanza alle ciliege. Si sa che dopo una lunga corsa, i muscoli sono affaticati per diversi giorni. Per affrontare questa situazione, gli sportivi usano antinfiammatori non-steroidei (AINE), nonostante abbiano effetti collaterali.

Questo nuovo studio dimostra ancora una volta che i frullati di ciliegia sono una soluzione naturale e senza effetti collaterali per il recupero muscolare. Cinquantaquattro maratoneti hanno bevuto un frullato di ciliegia o un composto di placebo due volte al giorno per i 7 giorni precedenti una competizione. I maratoneti di entrambi i gruppi hanno riportato dolori muscolari, ma coloro che hanno consumato i frullati di ciliegia ne hanno lamentati molti meno rispetto agli atleti del gruppo del placebo.

*Kuehl, K. et. al., Efficacy of tart cherry juice in reducing muscle pain during running: a randomized controlled trial, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:17, Maggio 2010 (LINK)
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5) L’integrazione quotidiana con proteine riduce i rischi di frattura dell’anca negli anziani.

Secondo uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto Ebraico di Ricerca sull’Invecchiamento SeniorLife, negli USA, le persone anziane che fanno uso di integratori di proteine sono meno esposte al rischio di fratture dell’anca.

Lo studio ha valutato le abitudini di consumo giornaliero di proteine di 946 anziani. Coloro che consumano quantità minori di proteine, compresi nell’ultimo quarto della tabella, hanno riportato approssimativamente il 50% in più di fratture dell’anca rispetto a coloro che si piazzano nella parte superiore della tabella. Gli anziani che riportano più lesioni consumano in media 46 grammi di proteine al giorno in meno rispetto alla quantità raccomandata dai nutrizionisti.

Marian Hannan, coordinatrice dello studio, ha spiegato che la maggior parte delle fratture è dovuta alle cadute. Queste cadute, a loro volta, sono dovute in gran parte alla debolezza dei muscoli delle gambe. “Il consumo giornaliero di proteine può proteggere gli anziani contro il rischio di fratture dell’anca perché permette di costruire muscoli delle gambe più forti“, ha affermato.

(Nota Prozis: lo studio è stato realizzato su persone anziane, ma questi principi sono validi per tutti).

*Hannan, M. et. al., Does dietary protein reduce hip fracture risk in elders? The Framingham osteoporosis study, Osteoporosis International 10.1007/s00198-010-1179-4, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il consumo quotidiano di zenzero allevia i dolori muscolari fino al 25%.

*Black, C. et. al., Ginger (Zingiber officinale) Reduces Muscle Pain Caused by Eccentric Exercise, The Journal of Pain 10.1016/j.jpain.2009.12.013, 2010 (LINK)

7) I broccoli ritardano lo sviluppo delle cellule cancerogene della mammella.

*Li, Y. et. al., Sulforaphane, a Dietary Component of Broccoli/Broccoli Sprouts, Inhibits Breast Cancer Stem Cells, Clinical Cancer Research 16; 2580, Maggio 2010 (LINK)

8 ) Le noci abbassano il livello di colesterolo.

*Sabate, J. & Oda, K. & Ros, E., Nut Consumption and Blood Lipid Levels: A Pooled Analysis of 25 Intervention Trials, Archives of Internal Medicine 170 (9): 821-827, Maggio 2010 (LINK)

9) La vitamina E fa migliorare i pazienti affetti da malattie del fegato.

*Sanyal, A. et al., Pioglitazone, Vitamin E, or Placebo for Nonalcoholic Steatohepatitis, New England Journal of Medicine Vol. 362, Nº 18, págs. 1675-1685, Maggio 2010 (LINK)

10) I cibi riscaldati ad alte temperature promuovono i rischi associati al diabete di tipo 2 e alle malattie cardiovascolari.

*Birlouez-Aragon, I, et. al., A diet based on high-heat-treated foods promotes risk factors for diabetes mellitus and cardiovascular diseases, The American Journal of Clinical Nutrition Vol. 91, Nº 5, 1220-1226, Maggio 2010 (LINK)

11) L’olio protegge contro il manifestarsi della colite ulcerosa.

*Olive oil could guard against developing ulcerative colitis, University of East Anglia, Maggio 2010 (LINK)

12) Le bevande a basso tenore di zucchero aiutano a far scendere la pressione arteriosa.

*Chen, L. et. al., Reducing Consumption of Sugar-Sweetened Beverages Is Associated With Reduced Blood Pressure. A Prospective Study Among United States Adults, Circulation doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.911164, Maggio 2010 (LINK)

13) I cibi lavorati aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

*Micha, R. & Wallace, S. & Mozaffarian, D., Red and Processed Meat Consumption and Risk of Incident Coronary Heart Disease, Stroke, and Diabetes Mellitus: A Systematic Review and Meta-Analysis, Circulation 121:2271-2283, Maggio 2010 (LINK)

14) Il cioccolato fondente può proteggere il cervello dopo l’ictus.

*Shah, Z. et. al., The flavanol (−)-epicatechin prevents stroke damage through the Nrf2/HO1 pathway, Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism doi: 10.1038/jcbfm.2010.53, Maggio 2010 (LINK)


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