Archive for the ‘Cuore’ Category

Quali effetti ha sul cuore la pratica sessuale?

ottobre 7, 2011

A partire da un certo punto della vita la maggior parte degli uomini inizia ad avere un’attività sessuale. Invecchiando sorge il dubbio se il sesso sia una buona forma di attività fisica o se sia troppo faticoso per il cuore. La questione può sembrare triviale, mentre è piuttosto seria – e trova anche solide risposte scientifiche.

Tapis-roulant vs materasso

Per valutare gli effetti a livello cardiovascolare dell’attività sessuale, i ricercatori hanno monitorato un gruppo di volontari mentre si allenavano al tapis-roulant in laboratorio e durante rapporti sessuali in privato tra le mura domestiche. Fra i volontari erano presenti 13 donne e 19 uomini con età media 55 anni.

Circa 3/4 degli uomini erano sposati e circa il 70% di loro soffriva di una qualche forma di malattia cardiovascolare; il 53% assumeva betabloccanti. Indipendentemente dalla propria storia cardiaca, gli uomini dicevano di allenarsi più o meno quattro volte a settimana e di avere rapporti sessuali in media sei volte al mese [*1].

I ricercatori hanno monitorato il battito cardiaco e la pressione sanguigna nel corso del normale esercizio al tapis-roulant e durante l’“abituale” attività sessuale con il(la) compagno(a) in casa. Tutti gli atti sessuali terminavano con penetrazione vaginale e orgasmo maschile.

Il risultato, forse deludente, è che correre sul tapis-roulant si è rivelata l’attività più faticosa. Nel corso della pratica sessuale, negli uomini il battito cardiaco aumentava solo del 72% rispetto a quel che si verificava durante l’allenamento al tapis-roulant, e la pressione sanguigna media durante il sesso era solo l’80% di quella risultata sul tapis-roulant. In una scala da 1 a 5, con 5 come valore più alto, gli uomini valutavano il tappeto come 4,6 e il sesso come 2,7. Il sesso è risultato essere meno impegnativo anche per le donne in termini di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e intensità di sforzo percepita.

Sesso come esercizio

Gli uomini sembrano consumare più energie a pensare e a parlare di sesso piuttosto che durante l’atto in sé. Durante l’atto sessuale, il battito cardiaco nell’uomo raramente supera i 130 battiti al minuto, e la pressione sistemica (il valore più alto registrato quando il cuore sta pompando sangue) quasi sempre è al di sotto dei 170. In generale, l’attività sessuale media può essere considerata un’attività fisica moderata.

Riguardo al consumo di ossigeno, non va oltre i 3,5 METS (equivalenti metabolici), praticamente lo stesso che ballare il foxtrot, ramazzare foglie o giocare a ping-pong. Il sesso fa bruciare circa cinque calorie al minuto, quattro volte più di quanto un uomo consumi mentre guarda la televisione, ma praticamente lo stesso di quando cammina su un campo da golf durante una partita. Se un uomo riesce a salire due o tre scalini senza difficoltà, sarà abbastanza in forma per fare sesso.

Sesso come sesso

Ramazzare le foglie può far aumentare il consumo di ossigeno nell’uomo, ma probabilmente non accenderà il suo “motore”. Il sesso, naturalmente, è un’altra cosa e l’eccitazione e la tensione sono, sì, in grado di pompare adrenalina extra. L’eccitazione mentale e l’attività fisica fanno aumentare i livelli di adrenalina e possono innescare attacchi cardiaci e aritmia, anomalie del ritmo di pompaggio del cuore. Può il sesso fare lo stesso? In teoria sì. Ma nella pratica è veramente molto raro, per lo meno durante il sesso convenzionale con il proprio partner familiare.

Gli studi dimostrano che un infarto su 100 è riconducibile all’attività sessuale, e per le aritmie fatali la frequenza è di appena una su 200. In altri termini, per un uomo sano di 50 anni, il rischio di avere un infarto in un qualunque momento è di uno su un milione; il sesso fa raddoppiare questo rischio, passando a soli due casi su un milione. Per gli uomini con problemi di cuore il rischio è di 10 volte superiore – ma, anche per loro, la probabilità di avere un attacco cardiaco durante il sesso è di solo 20 possibilità su un milione. Sono dati piuttosto positivi…

Sesso sicuro

Il sesso è parte della vita umana. Per tutti gli uomini, che abbiano malattie cardiache oppure no, il modo migliore di praticare sesso sicuro è mantenersi in forma evitando il tabacco, allenandosi regolarmente, mangiando bene, mantenendosi magri ed evitando o riducendo di molto il consumo di alcol. Naturalmente, gli uomini devono evitare di avere rapporti quando non si sentono bene e coloro che hanno possibili sintomi cardiaci durante il sesso devono interrompere immediatamente questa pratica.

Seguendo queste indicazioni e precauzioni, il sesso sarà sicuro per il cuore – ma dovrebbe essere sicuro anche per il resto del corpo. Le malattie a trasmissione sessuale costituiscono un rischio superiore rispetto ai problemi cardiaci indotti dal sesso. Quando si parla di sesso, gli uomini devono usare non solo il cuore ma anche la testa.

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – Palmeri, S. T. et al, Heart Rate and Blood Pressure Response in Adult Men and Women During Exercise and Sexual Activity, The American Journal of Cardiology 100(12):pp. 1795-1801, dicembre 2007 (LINK)


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Nuotare in acqua fredda può mettere in pericolo il mio cuore?

settembre 1, 2011

Domanda inviata da un cliente Prozis:

Ogni anno trascorro parte dell’estate sulla costa portoghese, a Espinho. Una delle cose che amo fare di più quando sono lì è nuotare nell’oceano per 20 o 30 minuti. L’acqua è fredda, ma non mi dispiace. Ho quasi 80 anni e cinque anni fa ho subito un intervento alla valvola mitrale e a volte ho il battito irregolare. Nuotare in acqua fredda è pericoloso per il mio cuore?

Il nuoto è uno sport eccellente per il cuore, le arterie, i polmoni e i muscoli. Se sei abituato a nuotare in acqua fredda e l’hai fatto per diversi anni senza problemi, probabilmente va bene così. Ma la tua domanda ci fa pensare per un paio di motivi. Il nostro corpo si è adattato alla vita sulla terraferma e alla spinta della forza di gravità. Immergersi in acqua fa defluire il sangue dalle estremità al nostro petto.

Ciò significa un maggior lavoro per il cuore e aumento della pressione sanguigna. Trattenere il respiro e immergere la testa in acqua fa calmare il cuore e fa risalire la pressione. Questa reazione all’immersione, comunemente chiamata bradicardia da immersione (bradicardia significa battito cardiaco lento), è un fenomeno molto studiato. Non riguarda necessariamente la profondità di immersione — la bradicardia e l’impennata della pressione si possono avere anche quando la testa è immersa solo parzialmente in acqua, come avviene quando nuotiamo.

La bassa temperatura dell’acqua è l’altro aspetto che ci preoccupa. Il corpo legge lo shock causato dal contatto tra l’acqua fredda e la pelle come una situazione di pericolo, e si innesca la relativa reazione. Le ghiandole surrenali pompano quantità extra di epinefrina (adrenalina) e di altri ormoni legati allo stress.

Questi fanno sì che i vasi sanguigni che irrorano la pelle si restringano. In questo modo si conserva il calore, ma ancora più sangue affluisce al petto, per cui il cuore è messo a dura prova. L’aumento della quantità di epinefrina incide anche sulla regolarità del battito cardiaco. Questo normalmente non è un problema in soggetti con un cuore sano, ma potrebbe rappresentare un problema per persone che soffrono di aritmia. In più, quanto più è fredda l’acqua, tanto maggiore è la reazione all’immersione, e ciò può portare al rallentamento del battito cardiaco e all’aumento della pressione.

Ma il solo fatto che qualcosa potrebbe andare storto non vuol dire che lo farà, e poiché pare che nuotare in acqua fredda non ti abbia mai causato alcun disturbo, non vogliamo romperti le uova nel paniere consigliandoti di non farlo più, ma suggerisco di nuotare sempre con qualcuno che possa portarti in salvo e che sappia come praticare la rianimazione cardiopolmonare.

Ti consigliamo anche di stare attento a segni e sintomi di battito cardiaco lento o aritmia, ad esempio senso di debolezza o battito irregolare o “mancato” ed uscire dall’acqua non appena dovessi notare segnali del genere.



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L’importanza del sonno

dicembre 21, 2010

Molte persone non sanno che perdere ore di sonno può avere conseguenze nefaste, che vanno dall’aumento del peso al rischio d’infarto. Il Logon lancia l’allarme presentando i dati provenienti dalla letteratura scientifica recente riguardo le possibili conseguenze derivanti dall’abitudine di non dormire abbastanza a lungo.

Infezioni virali

Dormire poche ore ci rende più vulnerabili alle infezioni e alle malattie virali. Questo è stato il risultato di uno studio che per 2 settimane ha valutato le abitudini di sonno di 153 persone tra uomini e donne. Dopo le 2 settimane, i partecipanti sono stati messi in quarantena ed esposti al virus dell’influenza.

Risultati: Nelle persone che avevano dormito in media meno di 7 ore per notte, è stato rilevato un rischio di ammalarsi 3 volte superiore rispetto a coloro che avevano dormito almeno 8 ore [*1].

Ingrassamento

Non dormire abbastanza fa ingrassare, secondo un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Obesity, che ha analizzato 36 studi in cui il numero di ore di sonno è stato messo in relazione con il peso. Il collegamento tra il sonno e l’aumento del peso è più evidente nei bambini.

Conclusione: Perdere ore di sonno incide sugli ormoni che controllano la fame e l’appetito. Inoltre, il fatto di sentirci stanchi ci impedisce di praticare sport [*2], [*3].

Diabete

Le persone che soffrono di insonnia o che dormono poco hanno maggiori probabilità di ammalarsi di diabete di tipo 2 rispetto alle persone che dormono bene. Non dormire bene per lunghi periodi provoca un’interruzione della normale regolazione ormonale all’interno del nostro organismo.

Risultati: Conclusione: Lo studio pubblicato in Diabetes Care ha mostrato che chi dorme solo 5 ore a notte per più di un anno è maggiormente esposto al rischio di diabete di tipo 2 [*4].

Pressione alta

Uno studio che ha avuto come protagonisti 238 adolescenti ha mostrato che dormire poco aumenta la probabilità di avere la pressione alta, condizione che può portare a gravi malattie cardiovascolari.

Risultati: Stando all’articolo pubblicato su Circulation, la pressione degli adolescenti che dormivano poche ore era 3,5 volte più alta rispetto a quella dei ragazzi che non perdervano ore di sonno, mentre era 2,5 volte più alta negli adolescenti che dormivano circa 6 ore e 30 minuti [*5].

Malattie cardiovascolari

Un ampio studio realizzato su 98 mila uomini e donne giapponesi di età compresa tra i 40 e i 79 anni ha confermato l’esistenza di una connessione tra la perdita di ore di sonno e la propensione a sviluppare malattie cardiovascolari.

Risultati: Coloro che non dormivano più di 4 ore al giorno soffrivano più frequentemente di malattie cardiovascolari fatali rispetto a quanti dormivano almeno 7 ore [*6].

Depressione

Un gruppo di ricercatori ha tenuto sotto controllo 351 adulti di età superiore ai 60 anni, registrandone eventuali problemi di salute per un periodo di 2 anni. 145 delle persone appartenenti al campione hanno riportato episodi rilevanti o meno di depressione. Le restanti 206 persone non hanno fatto registrare alcun episodio di depressione.

Risultati: Il verificarsi di episodi di sonno interrotto è stata una delle cause che ha contribuito all’insorgere di stati depressivi negli individui coinvolti nella ricerca [*7].

Mortalità

Nello studio sopramenzionato con più di 98 mila giapponesi, si è registrato un aumento nella mortalità nelle persone che dormivano poche ore al giorno [*8].

Un altro studio pubblicato su PLoS Medicine ha dimostrato che coloro che soffrono di apnea del sonno (disturbo del sonno) hanno il 46% di probabilità in più di morire prematuramente rispetto a quanti raggiungono le normali ore di sonno [*9].

CONCLUSIONE

Dormire bene è importante tanto quanto avere altre abitudini considerate essenziali, come mangiare bene, curare l’igiene orale e praticare sport. Non trascurare questa importante componente della vita quotidiana.

Prodotti Prozis rilassanti che favoriscono il sonno:


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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – William, J. et. al., Sleep Habits and Susceptibility to the Common Cold, Archives of Internal Medicine Vol. 169 Nº 1, Gennaio 2009 (LINK)
[*2] – Sanjay, R. & Frank, B., Short Sleep Duration and Weight Gain: A Systematic Review, Obesity 16 3, 643–653, Gennaio 2008 (LINK)
[*3]Less Sleep May Add Up to More Pounds in Adolescents, ScienceDaily, Maio 2010 (LINK)
[*4] – Alexandros, N. et. al., Insomnia with Objective Short Sleep Duration is Associated with Type 2 Diabetes: A Population-based Study, Diabetes Care, Luglio 2009 (LINK)
[*5] – Javaheri, S. et. al., Sleep Quality and Elevated Blood Pressure in Adolescents, Circulation, Agosto 2008 (LINK)
[*6] – Ikehara, S. et. al., Association of Sleep Duration with Mortality from Cardiovascular Disease and Other Causes for Japanese Men and Women: the JACC Study, Sleep 32(3): 295–301, Marzo 2009 (LINK)
[*7] – Jin Cho, H. et. al., Sleep Disturbance and Depression Recurrence in Community-Dwelling Older Adults: A Prospective Study, The American Journal of Psychiatry 165:1543-1550, Settembre 2008 (LINK)
[*8] – Ref. 5
[*9] – Naresh, M. et. al., Sleep-Disordered Breathing and Mortality: A Prospective Cohort Study, PLoS Medicine 6(8), 2009 (LINK)


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Nutrizione in evidenza (luglio 2010) – Salute

agosto 18, 2010

Nutrizione in evidenza è la cronaca mensile del Logon in cui vengono evidenziati gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate alla Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Questi sono gli highlights di luglio 2010 nell’area della Salute:
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1) Come vanno le relazioni sociali?

Secondo uno studio pubblicato su PLoS Medicine, coltivare le relazioni sociali con famiglia, amici, vicini e colleghi di scuola o di lavoro aumenta le probabilità di sopravvivenza fino al 50%. I ricercatori affermano che l’interazione con altre persone non è solo benefico dal punto di vista psicologico, ma coinvolge positivamente anche la salute fisica.

Secondo i ricercatori una bassa interazione sociale equivale a:

  • fumare 15 sigarette al giorno:
  • essere alcolizzati;
  • non praticare esercizio fisico;
  • essere obesi.
*Holt-Lunstad, J. & Smith, T. & Layton, J., Social Relationships and Mortality Risk: A Meta-analytic Review, PLoS Medicine, 2010; 7 (7), Luglio 2010 (LINK)
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2) L’alcol può compromettere la memoria.

Secondo uno studio condotto da scienziati dell’università britannica di Northumbria il consumo eccessivo di alcol può compromettere la capacità di ricordarsi cosa fare. La ricerca ha riunito studenti che consumavano 6 bicchieri di birra due o tre volte alla settimana e studenti che non consumavano alcol. Tutti quanti hanno assistito a un video di 10 minuti che mostrava le strade di una certa città. È stato chiesto ai partecipanti di seguire determinate istruzioni in determinati luoghi.

I ricercatori hanno osservato che gli studenti più dipendenti dall’alcol hanno ricordato meno localizzazioni/istruzioni rispetto ai colleghi che non bevevano.

Un altro studio, non meno interessante, ha scoperto che nell’ora successiva al consumo di alcol è maggiore il rischio di contrarre AVC.

*Heffernan, R. et. al., Does binge drinking in teenagers affect their everyday prospective memory?, PLoS Medicine 109 (1-3): 73, Luglio 2010 (LINK)
*Mittleman, M. et. al., Alcohol and Acute Ischemic Stroke Onset. The Stroke Onset Study, Stroke doi: 10.1161/STROKEAHA.110.580092, Luglio 2010 (LINK)
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3) L’uso eccessivo del cellulare può provocare una sensazione di ronzio.

Il ronzio è una sensazione auditiva che provoca nel soggetto una specie di fischio costante. Può essere uno dei sintomi della perdita dell’udito. Un gruppo di ricercatori ha scoperto che l’uso eccessivo del cellulare può essere alla base dello sviluppo di questa sensazione uditiva. Hanno analizzato 100 pazienti a cui è stato somministrato un trattamento per il problema del ronzio e hanno scoperto che coloro che usavano il cellulare 10 minuti al giorno avevano il 71% di probabilità in più di sviluppare questa condizione.

Inoltre hanno constatato che le persone che utilizzano il cellulare ogni giorno, per fare o ricevere chiamate, da almeno 4 anni hanno il doppio delle possibilità di avere la sensazione di ronzio rispetto a chi è meno dipendente dall’apparecchio.

*Hutter, H. et. al., Tinnitus and mobile phone use, Occupational and Environmental Medicine doi:10.1136/oem.2009.048116, Luglio 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Giugno 2010) – Nutrizione

luglio 15, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate alla Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Giugno 2010 nell’area della Nutrizione:
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1) Vi presentiamo il resveratrol, il supplemento che aiuta a perdere peso.

Il resveratrol è uno dei 200 polifenoli del vino. Le sue proprietà anti-obesità sono state dimostrate più di una volta. Un’equipe di ricercatori ha valutato gli effetti dell’integrazione giornaliera con resveratrol sul peso, sul metabolismo e sul consumo di energia in sei lemuri. Secondo Fabienne Aujard, coordinatore dello studio, “i lemuri la cui dieta includeva resveratrol hanno diminuito il consumo di energia (calorie) del 13% e il tasso metabolico a riposo del 29%“.

Gli scienziati hanno dimostrato che l’integrazione con resveratrol per 4 settimane provoca una diminuzione della quantità di calorie ingerite e una riduzione della massa corporea. Secondo Fabienne, “questi risultati forniscono nuove informazioni sui potenziali effetti del resveratrol sul metabolismo energetico e sul controllo della massa corporea“.

In un altro studio pubblicato sempre il mese scorso, i ricercatori hanno dimostrato che il consumo di resveratrol giova alla circolazione sanguigna del cervello.

*Dal-Pan, A. & Blanc, S. & Aujard, F., Resveratrol suppresses body mass gain in a seasonal non-human primate model of obesity, BMC Physiology 10:11, Giugno 2010 (LINK)
*Kennedy, D. et. al, Effects of resveratrol on cerebral blood flow variables and cognitive performance in humans: a double-blind, placebo-controlled, crossover investigation, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1590-1597, Giugno 2010 (LINK)
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2) La caffeina può far vincere la medaglia d’oro.

Lo studioso Rob James ha fatto una dichiarazione interessante: “Il lieve aumento della performance attraverso la caffeina può fare la differenza tra l’oro olimpico e la medaglia d’argento“. Il ricercatore ha fatto questa affermazione dopo che la sua squadra ha dimostrato, ancora una volta, che il consumo di caffeina migliora la performance muscolare e la resistenza fisica.

L’attività dei muscoli può essere di due tipi: massima (i muscoli sono spinti al limite, ad esempio quando eseguiamo uno sprint o nel sollevamento pesi), e sub-massima, quando riguarda le altre attività come camminare, salire le scale, ecc. Lo studio condotto da Rob James ha dimostrato che la caffeina produce effetti di aumento della capacità fisica in entrambe le categorie di attività. È stata la prima volta che qualcuno ha dimostrato che la caffeina migliora la performance anche per quanto riguarda attività leggere e a bassa intensità.

*Olympic Gold? A New Effect of Caffeine Boosts Performance, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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3) Gli omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione.

Gli integratori di omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione nei pazienti che non soffrono di ansia“. La buona notizia viene dal Canada. Un gruppo di scienziati ha scoperto che dare integratori di omega-3 a individui che soffrono di depressione e che non presentano disturbi a livello di ansia è un’eccelente maniera di trattare questa condizione mentale.

Lo studio è stato effettuato su 432 persone. Per 8 settimane, metà dei volontari hanno assunto 3 capsule di omega-3 al giorno, mentre l’altra metà ha fatto uso di un placebo a base di olio di girasole. Il consumo totale di omega-3 è consistito in 1050mg di EPA e 150mg di DHA. Tale dosaggio si è dimostrato efficace nel trattamento della depressione.

Un altro studio ha provato che il consumo di pesci grassi (ricchi di omega-3) è associato a una minore incidenza di casi di insufficienza cardiaca.

*Lespérance, F. et. al., The Efficacy of Omega-3 Supplementation for Major Depression: A Randomized Controlled Trial, Journal of Clinical Psychiatry 10.4088/JCP.10m05966blu, Giugno 2010 (LINK)

*Levitan, B. &, Wolk, A. & Mittleman, M., Fatty fish, marine ω-3 fatty acids and incidence of heart failure, European Journal of Clinical Nutrition 64, 587–594, Marzo 2010 (LINK)

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4) Vitamina D = Stile di vita sano.

Secondo un nuovo studio, la carenza di vitamina D è una delle principali cause del diabete di tipo 2 e può essere associata a uno scarso controllo dei livelli di zucchero nel sangue. Un gruppo di ricercatori ha analizzato le cartelle cliniche di 124 pazienti con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto cure tra il 2003 e il 2008. Nei pazienti erano stati tenuti sotto controllo i livelli di vitamina D come parte del percorso clinico, il che ha reso possibile agli scienziati stabilire un legame tra il consumo di questa vitamina e la malattia. È stato visto che il 91% dei pazienti presentava carenze di vitamina D.

Altri due studi, presentati a Roma al Congresso Annuale della Lega Europea Contro i Reumatismi, hanno indicato che la carenza di vitamina D è comune negli individui che soffrono di malattie reumatiche, tra le quali osteoporosi, fibromialgia e rachialgia.

(Nota Prozis: La vitamina D pare essere la vitamina più facile da consumare ai livelli raccomandati, poiché è prodotta dall’organismo quando è esposto al sole. Capita, però, che non sia così, pertanto si consiglia il consumo di integratori di vitamina D).

*Poor Control of Diabetes May Be Linked to Low Vitamin D, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
*Vitamin D Deficiency Confirmed as Common Across a Range of Rheumatic Conditions, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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5) Tagliare le calorie è il tipo di dieta più indicato per le persone obese.

Secondo un nuovo studio realizzato con donne obese, la dieta più indicata per perdere peso è quella che taglia le calorie e non quella che taglia i grassi. È normale che il medico raccomandi a una persona obesa di ridurre la quantità di grassi ingeriti, mantenendo però la quantità di calorie che la persona assume. Questa ricerca ha dimostrato che questo non è il metodo più efficace per perdere peso.

Lo studio, della durata di 12 settimane, ha provato che le donne che presentano resistenza all’insulina, una condizione che conduce al diabete di tipo 2, perdono più peso con una dieta che diminuisca la quantità abituale di calorie rispetto a una che semplicemente tagli i grassi. “Le persone con resistenza all’insulina metabolizzano i carboidrati in maniera particolare, e questo si ripercuote negativaemente sull’indice di perdita di grasso”, ha affermato il ricercatore Raymond Plodkowski.

*Cutting Carbs Is More Effective Than Low-Fat Diet for Insulin-Resistant Women, Study Finds, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa.

*Ried, K. et. al., Does chocolate reduce blood pressure? A meta-analysis, BMC Medicine 8:39, Giugno 2010 (LINK)

7) Sostituire il riso bianco con riso integrale o di altro tipo può ridurre il rischio di diabete.

*Sun, Q. et. al., White Rice, Brown Rice, and Risk of Type 2 Diabetes in US Men and Women, Archives of Internal Medicine 170(11):961-969, Giugno 2010 (LINK)

8 ) L’obesità maschile è legata ai bassi livelli di testosterone.

*Dhindsa, M. et. al., Testosterone concentrations in diabetic and non-diabetic obese men, Diabetes Care Vol. 33, Nº 6, págs. 1186-1192, Giugno 2010 (LINK)

9) La Dieta Mediterranea (elevato consumo di pesce, frutta, ortaggi, noci, olio, cereali e basso livello di grasso) giova al cuore.

*Dai, J. et. al., Mediterranean Dietary Pattern Is Associated With Improved Cardiac Autonomic Function Among Middle-Aged Men: A Twin Study, Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes 10.1161/CIRCOUTCOMES.109.905810, Giugno 2010 (LINK)

10) Consumare poca carne lavorata e molto pollame e pesce può ridure il rischio di cancro delle ovaie.

*Kolahdooz, F. et. al., Meat, fish, and ovarian cancer risk: results from 2 Australian case-control studies, a systematic review, and meta-analysis, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1752-1763, Giugno 2010 (LINK)

11) Il mirtillo previene la fibrosi epatica.

*Wang, Y. et. al., Effects of blueberry on hepatic fibrosis and transcription factor Nrf2 in rats, World Journal of Gastroenterology 16(21): págs. 2657-2663, Giugno 2010 (LINK)

12) Gli antiossidanti migliorano la condizione di resistenza all’insulina.

*Well-Defined Quantity of Antioxidants in Diet Can Improve Insulin Resistance, Study Finds, ScienceDaily, Giugno 2010 (LINK)

13) Le sostanze presenti nei broccoli frenano il moltiplicarsi delle cellule cancerogene.

*Zou, X. , A Novel Mechanism of Indole-3-Carbinol Effects on Breast Carcinogenesis Involves Induction of Cdc25A Degradation, Cancer Prevention Research doi: 10.1158/1940-6207.CAPR-09-0213, Giugno 2010 (LINK)

14) Livelli elevati di vitamina B6 e aminoacido metionina associati al minor rischio di cancro al polmone.

*Johansson, M. et. al., Serum B Vitamin Levels and Risk of Lung Cancer, JAMA 303 (23): 2377-2385, Giugno 2010 (LINK)

15) I polifenoli presenti nel vino rosso e nel tè verde rallentano lo sviluppo del cancro della prostata.

*Brizuela, L. et. al., The sphingosine kinase-1 survival pathway is a molecular target for the tumor-suppressive tea and wine polyphenols in prostate cancer, The FASEB Journal doi:10.1096/fj.10-160838, Giugno 2010 (LINK)

16) Uno studio ha dimostrato che un consumo moderato di caffè e tè è benefico per il cuore.

*Margot de Koning Gans, J. et. al., Tea and Coffee Consumption and Cardiovascular Morbidity and Mortality, Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology: Journal of the American Heart Association doi:10.1161/ATVBAHA.109.201939, Giugno 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Salute

giugno 11, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 nell’area Salute:
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1) Dormire meno di sei ore a notte aumenta la probabilità di morte prematura.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista SLEEP, le persone che dormono meno di sei ore a notte hanno un 12% di probabilità in più di morire prematuramente, rispetto a coloro che dormono tra le sei e le otto ore. Ma la carenza di sonno non è l’unico fattore che può contribuire al verificarsi di una morte prematura. Perché anche dormire per troppe ore, cioè per più di nove ore a notte, può rappresentare fonte di preoccupazione. Secondo gli studiosi, dormire molto non aumenta, in sé, il rischio di mortalità, ma può essere il sintomo di una malattia grave e potenzialmente mortale.

Lo studio si è basato sui risultati di 16 studi realizzati in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in altri paesi europei e in paesi asiatici. In tutto, 1,3 milioni di persone hanno partecipato all’indagine, che è durata 25 anni.

Un altro studio che ha preso in considerazione le ore di sonno, ha messo in evidenza che anche una sola notte in cui si dorme male può portare l’organismo alla condizione di insulino resistenza. Questa condizione è caratterizzata dall’incapacità del corpo di produrre insulina a sufficienza (l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue) ed è una delle componenti del diabete di tipo 2.

In questo studio, i ricercatori hanno misurato i livelli di sensibilità all’insulina di 9 volontari in due situazioni: dopo una notte con giusto riposo (8 ore, approssimativamente) e dopo una notte in cui si è dormito male (soltanto 4 ore di sonno). Nel primo caso, l’organismo degli individui si presentava meno sensibile alla circolazione dell’insulina.

*Cappuccio F. et. al, Sleep duration and all-cause mortality: a systematic review and meta-analysis of prospective studies, SLEEP 33(5):585-592, Maggio 2010 (LINK)
*Donga, E. et. al., A Single Night of Partial Sleep Deprivation Induces Insulin Resistance in Multiple Metabolic Pathways in Healthy Subjects, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism Vol. 95, Nº 6, págs. 2963-2968, Maggio 2010 (LINK)
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2) Cattive abitudini di igiene dentale contribuiscono allo sviluppo di malattie cardiache.

Vi starete chiedendo cos’abbiano a che fare le abitudini igieniche dentali con le malattie cardiache, ma fatto sta che una recente ricerca ha scoperto che le persone che si lavano i denti meno di 2 volte al giorno aumentano le probabilità di sviluppare malattie di cuore.

Gli studiosi hanno raccolto dati riguardanti 11.000 adulti, registrando se erano fumatori, se praticavano sport, quante volte si lavavano i denti al giorno e con quale frequenza si recavano dal dentista.

Hanno scoperto che coloro che si lavavano i denti poche volte al giorno avevano il 70% in più di probabilità di ammalarsi di cuore, rispetto alle persone che curavano maggiormente la propria igiene dentale. Lo studio ha rilevato una relazione tra le malattie delle gengive e il rischio di contrarre malattie cardiache.

*Oliveira, S. & Watt, R. & Hamer, M., Toothbrushing, inflammation, and risk of cardiovascular disease: results from Scottish Health Survey, British Medical Journal 340:c2451, Maggio 2010 (LINK)
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3) Una vita sedentaria aumenta la probabilità di morte per malattie cardiache.

Un gruppo di studiosi ha valutato la relazione tra due comportamenti sedentari (guidare e guardare la televisione) e i casi di mortalità per malattie cardiache. È stato chiesto a 7.744 uomini tra i 20 e gli 89 anni di età quanto tempo passavano settimanalmente a guidare e quanto a guardare la televisione. Le informazioni sono state raccolte nel 1982. Nel 2003 i ricercatori si sono informati circa la condizione medica di tutte queste persone, per fare un esame incrociato dei dati.

Hanno constatato che 377 persone erano venute a mancare a causa di malattie cardiache. Gli uomini che usano trascorrere più di 10 ore a settimana a guidare hanno l’82% di probabilità in più di morire per malattie cardiache rispetto agli uomini impegnati in questa attività per meno di 4 ore a settimana. Coloro che spendono più di 23 ore tra guidare e guardare la televisione, presentano il 64% di probabilità in più di morire per malattie di cuore rispetto a coloro che trascorrono in questo modo meno di 11 ore.

I ricercatori hanno concluso che per ridurre i casi di malattie cardiache è essenziale promuovere la pratica di uno sport.

*Warren, T. et. al., Sedentary Behaviors Increase Risk of Cardiovascular Disease Mortality in Men, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 5, págs. 879-885, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

4) L’attività fisica aiuta nel trattamento di pazienti con cancro alla prostata o alla mammella.

*Exercise May Keep Cancer Patients Healthier During, After Treatment, ScienceDaily, Maggio 2010 (LINK)

5) L’eccesso di alcol aumenta il rischio di contrarre il cancro del pancreas.

*Gupta, S. et. al, Risk of pancreatic cancer by alcohol dose, duration, and pattern of consumption, including binge drinking: a population-based study, Cancer Causes & Control 10.1007/s10552-010-9533-6, 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Maggio 2010) – Nutrizione

giugno 9, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Maggio 2010 nell’area Nutrizione:
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1) Per avere più resistenza e prestanza fisica, l’arginina è la soluzione!

Un gruppo di ricercatori ha voluto valutare gli effetti dell’integrazione con arginina sulla performance sportiva portata alla soglia massima. Il loro proposito era appurare quale sia il tempo massimo di sprigionamento di energia che gli sportivi riuscivano a raggiungere prima di entrare nello stato di affaticamento e quale sia il ruolo dell’arginina in questo frangente.

Cinquanta giovani adulti sono stati divisi in 3 gruppi: il gruppo del placebo, quello che ha assunto 1,5gr di arginina e quello che ha assunto 3gr di arginina. Tutte le persone appartenenti ai 3 gruppi hanno eseguito un test di sforzo massimo in due momenti: prima di assumere l’integratore e dopo le 4 settimane di integrazione. Attraverso l’elettromiografia, gli studiosi hanno registrato i segnali elettrici provenienti dal muscolo vasto laterale.

I risultati sono stati chiari: non si è verificato alcun miglioramento nel gruppo del placebo, mentre in entrambi i gruppi dell’arginina, è cresciuta la disponibilità fisica, e dunque la performance nel test. Il gruppo che ha assunto 1,5gr di arginina al giorno ha fatto registrare un aumento del 22,4%, mentre l’aumento negli sportivi che avevano assunto 3gr di arginina è stato del 18,8%.

In un altro studio, l’arginina ha aumentato la prestanza fisica di individui che hanno subito un trapianto di cuore.

*Camic, C, et. al., Effects of arginine-based supplements on the physical working capacity at the fatigue threshold, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1306-1312, Maggio 2010 (LINK)
*Doutreleau, S. et. al., L-Arginine supplementation improves exercise capacity after a heart transplant, The American Journal of Clinical Nutrition 91: 1261-1267, Maggio 2010 (LINK)
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2) La caffeina ci rigenera fisicamente e mentalmente.

Diversi studi scientifici realizzati negli ultimi decenni hanno dimostrato che la caffeina è efficace nell’aumentare il rendimento degli atleti. Un nuovo studio sulla caffeina è stato pubblicato il mese scorso. Questa volta, i ricercatori hanno testato gli effetti della caffeina su donne che praticano sport.

15 donne hanno consumato caffeina (6 mg/kg) o un placebo in 7 diversi giorni e un’ora dopo aver assunto una delle due sostanze, hanno eseguito una serie di sollevamento pesi sulla panca piana con il carico massimo. È stato constatato che le donne che avevano assunto caffeina, hanno sollevato un carico maggiore ed eseguito più ripetizioni prima di arrivare al punto di saturazione, rispetto alle altre.

Un altro studio abbastanza interessante ha dimostrato che la caffeina riduce la quantità di errori commessi da chi lavora di notte. Questo studio ha rivisitato 13 studi che avevano analizzato gli effetti della caffeina sulla performance dei lavoratori che facevano turni di notte (portieri notturni, poliziotti, trasportatori, ecc) ed è arrivato alla conclusione che questa sostanza riduce la propensione all’errore e migliora la performance cognitiva. La caffeina potenzia la concentrazione, la memoria, la percezione sensoriale , la capacità di ragionare e la reattività.

Visti questi risultati, non ci meraviglierà che uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease abbia riscontrato che la caffeina ritarda l’insorgere di malattie cerebrali come l’Alzheimer.

*Goldstein, E. et. al., Caffeine enhances upper body strength in resistance-trained women, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:18, Maggio 2010 (LINK)
*Ker, K. et. al., Caffeine for the prevention of injuries and errors in shift workers, Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 5. Art. Nº: CD008508. DOI: 10.1002/14651858.CD008508, Aprile 2010 (LINK)
*Mendonça, A. & Cunha, R., Therapeutic Opportunities for Caffeine in Alzheimer’s Disease and Other Neurodegenerative Disorders, Journal of Alzheimer’s Disease Vol. 20, Supplement 1, Maggio 2010 (LINK)
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3) La beta-alanina fa crescere il nostro fisico e riduce l’indice di massa grassa.

Quarantaquattro donne di età media 22 anni sono state divise in 3 gruppi: il gruppo di controllo (che non ha assunto integratori), il gruppo della beta-alanina (1,5g di BA + 15g di destrosio) e il gruppo del placebo (16,5g di destrosio). A queste donne è stato chiesto di eseguire un allenamento intenso sulla bicicletta statica, da realizzarsi 3 volte a settimana: 5 serie da 2m di esercizi + 1m di recupero.

Sono stati valutati i seguenti fattori: volume massimo di ossigeno (VO2max), massa muscolare magra e massa grassa. Questi sono stati i risultati pubblicati:

  • Il VO2max è aumentato nel gruppo della beta-alanina e del placebo;
  • La massa corporea è aumentata soltanto nel gruppo della beta-alanina, registrando anche una diminuzione della massa grassa;
  • La massa muscolare magra è aumentata in tutti e 3 i gruppi.

Conclusione: la beta-alanina si è distinta per aver diminuito la massa grassa e promosso l’aumento della massa corporea.

*Walter, A. et. al., Six weeks of high-intensity interval training with and without β-alanine supplementation for improving cardiovascular fitness in women, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(5): 1199-1207, Maggio 2010 (LINK)
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4) È ufficiale: i frullati di ciliegia diminuiscono i dolori muscolari dopo la corsa di lunga durata.

Se il lettore assiduo del Logon sa già che i frullati di ciliegia si sono dimostrati efficaci nel recupero muscolare dei maratoneti, ora una nuova ricerca ha dato ancora più importanza alle ciliege. Si sa che dopo una lunga corsa, i muscoli sono affaticati per diversi giorni. Per affrontare questa situazione, gli sportivi usano antinfiammatori non-steroidei (AINE), nonostante abbiano effetti collaterali.

Questo nuovo studio dimostra ancora una volta che i frullati di ciliegia sono una soluzione naturale e senza effetti collaterali per il recupero muscolare. Cinquantaquattro maratoneti hanno bevuto un frullato di ciliegia o un composto di placebo due volte al giorno per i 7 giorni precedenti una competizione. I maratoneti di entrambi i gruppi hanno riportato dolori muscolari, ma coloro che hanno consumato i frullati di ciliegia ne hanno lamentati molti meno rispetto agli atleti del gruppo del placebo.

*Kuehl, K. et. al., Efficacy of tart cherry juice in reducing muscle pain during running: a randomized controlled trial, The Journal of the International Society of Sports Nutrition 7:17, Maggio 2010 (LINK)
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5) L’integrazione quotidiana con proteine riduce i rischi di frattura dell’anca negli anziani.

Secondo uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto Ebraico di Ricerca sull’Invecchiamento SeniorLife, negli USA, le persone anziane che fanno uso di integratori di proteine sono meno esposte al rischio di fratture dell’anca.

Lo studio ha valutato le abitudini di consumo giornaliero di proteine di 946 anziani. Coloro che consumano quantità minori di proteine, compresi nell’ultimo quarto della tabella, hanno riportato approssimativamente il 50% in più di fratture dell’anca rispetto a coloro che si piazzano nella parte superiore della tabella. Gli anziani che riportano più lesioni consumano in media 46 grammi di proteine al giorno in meno rispetto alla quantità raccomandata dai nutrizionisti.

Marian Hannan, coordinatrice dello studio, ha spiegato che la maggior parte delle fratture è dovuta alle cadute. Queste cadute, a loro volta, sono dovute in gran parte alla debolezza dei muscoli delle gambe. “Il consumo giornaliero di proteine può proteggere gli anziani contro il rischio di fratture dell’anca perché permette di costruire muscoli delle gambe più forti“, ha affermato.

(Nota Prozis: lo studio è stato realizzato su persone anziane, ma questi principi sono validi per tutti).

*Hannan, M. et. al., Does dietary protein reduce hip fracture risk in elders? The Framingham osteoporosis study, Osteoporosis International 10.1007/s00198-010-1179-4, Maggio 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il consumo quotidiano di zenzero allevia i dolori muscolari fino al 25%.

*Black, C. et. al., Ginger (Zingiber officinale) Reduces Muscle Pain Caused by Eccentric Exercise, The Journal of Pain 10.1016/j.jpain.2009.12.013, 2010 (LINK)

7) I broccoli ritardano lo sviluppo delle cellule cancerogene della mammella.

*Li, Y. et. al., Sulforaphane, a Dietary Component of Broccoli/Broccoli Sprouts, Inhibits Breast Cancer Stem Cells, Clinical Cancer Research 16; 2580, Maggio 2010 (LINK)

8 ) Le noci abbassano il livello di colesterolo.

*Sabate, J. & Oda, K. & Ros, E., Nut Consumption and Blood Lipid Levels: A Pooled Analysis of 25 Intervention Trials, Archives of Internal Medicine 170 (9): 821-827, Maggio 2010 (LINK)

9) La vitamina E fa migliorare i pazienti affetti da malattie del fegato.

*Sanyal, A. et al., Pioglitazone, Vitamin E, or Placebo for Nonalcoholic Steatohepatitis, New England Journal of Medicine Vol. 362, Nº 18, págs. 1675-1685, Maggio 2010 (LINK)

10) I cibi riscaldati ad alte temperature promuovono i rischi associati al diabete di tipo 2 e alle malattie cardiovascolari.

*Birlouez-Aragon, I, et. al., A diet based on high-heat-treated foods promotes risk factors for diabetes mellitus and cardiovascular diseases, The American Journal of Clinical Nutrition Vol. 91, Nº 5, 1220-1226, Maggio 2010 (LINK)

11) L’olio protegge contro il manifestarsi della colite ulcerosa.

*Olive oil could guard against developing ulcerative colitis, University of East Anglia, Maggio 2010 (LINK)

12) Le bevande a basso tenore di zucchero aiutano a far scendere la pressione arteriosa.

*Chen, L. et. al., Reducing Consumption of Sugar-Sweetened Beverages Is Associated With Reduced Blood Pressure. A Prospective Study Among United States Adults, Circulation doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.911164, Maggio 2010 (LINK)

13) I cibi lavorati aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

*Micha, R. & Wallace, S. & Mozaffarian, D., Red and Processed Meat Consumption and Risk of Incident Coronary Heart Disease, Stroke, and Diabetes Mellitus: A Systematic Review and Meta-Analysis, Circulation 121:2271-2283, Maggio 2010 (LINK)

14) Il cioccolato fondente può proteggere il cervello dopo l’ictus.

*Shah, Z. et. al., The flavanol (−)-epicatechin prevents stroke damage through the Nrf2/HO1 pathway, Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism doi: 10.1038/jcbfm.2010.53, Maggio 2010 (LINK)


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Nutrizione in evidenza (Aprile 2010) – Nutrizione

maggio 10, 2010

Nutrizione in evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Aprile 2010 nell’area Nutrizione:
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1) BCAA – il tuo carburante anabolico.

18 sportivi di sesso maschile abituati ad allenamenti di resistenza sono stati divisi in 2 gruppi: il gruppo dei BCAA e il gruppo del placebo. Gli sportivi hanno consumato i rispettivi integratori per 4 settimane. In base alle analisi del sangue effettuate sui partecipanti prima e dopo l’assunzione degli integratori, i ricercatori hanno verificato che gli sportivi del gruppo dei BCAA possedevano livelli più alti di testosterone e minori livelli di cortisolo e di creatina chinasi, rispetto agli sportivi del gruppo del placebo.

Il testosterone è un ormone responsabile, insieme ad altri fattori, dello sviluppo dei muscoli. Elevati livelli di creatina chinasi, invece, indicano che il muscolo è sottoposto a grande stress a causa di un evento anormale, come ad esempio un’infiammazione o una distrofia muscolare. La ricerca, dunque, ha dimostrato che l’integrazione con BCAA può creare uno stimolo anabolico e allo stesso tempo ridurre i danni muscolari provocati da intensi allenamenti di resistenza.

*Sharp, C. & Pearson, D., Amino acid supplements and recovery from high-intensity training, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 1125-1130, Abril 2010 (LINK)
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2) Arginina e Ornitina aprono la strada per la crescita!

Un gruppo di scienziati si è proposto di osservare gli effetti dell’integrazione con arginina ed ornitina sulla sintesi dell’ormone della crescita e sulla circolazione dell’insulina nell’organismo in individui che praticano culturismo. 17 bodybuilders sono stati divisi in due gruppi: il primo gruppo ha assunto integratori di arginina e ornitina, mentre al secondo gruppo è stato somministrato un placebo.

Le analisi del sangue degli sportivi hanno permesso agli scienziati di registrare un maggior stimolo nella sintesi dell’ormone della crescita e una maggior circolazione dell’insulina negli sportivi che hanno assunto arginina e ornitina. L’ormone della crescita stimola la crescita muscolare. I picchi di insulina aiutano i nutrienti ad essere rapidamente inviati ai muscoli nel momento in cui questi ne hanno più bisogno. Uno studio di grande interesse per il mondo del culturismo.

*Zając, A. et. al., Arginine and ornithine supplementation increases GH and IGF-1 serum levels after heavy-resistance exercise in strength-trained athletes, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 1082-1090, Abril 2010 (LINK)
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3) Cioccolato fondente – buono per il fegato e per il cuore

Una ricerca condotta da scienziati spagnoli e presentata durante l’Incontro Annuale dell’Associazione Europea per gli studi sul Fegato, realizzato a Vienna, ha dimostrato che il cioccolato fondente può giovare alla salute delle persone che soffrono di cirrosi epatica e di pressione alta. Lo studio ha dimostrato che il cioccolato fondente riduce il danno dei vasi sanguigni nei pazienti con cirrosi e abbassa la pressione arteriosa. Ciò è dovuto al fatto che il cioccolato fondente contiene potenti antiossidanti.

Un altro studio sul cioccolato è stato pubblicato il mese scorso. È stato condotto su 19.357 persone tra i 35 e i 65 anni, che sono state monitorate per ben 10 anni. I ricercatori hanno concluso che il cioccolato, soprattutto quello fondente, permette di mantenere la pressione arteriosa a livelli controllati e di ridurre il rischio di infarto. Al confronto con il gruppo di persone che ha consumato soltanto 1,7 grammi di cioccolato al giorno, il gruppo di coloro che hanno consumato 7,5 grammi di cioccolato tutti i giorni ha presentato un rischio di malattie cardiache inferiore del 39%.

*Potential Benefit of Dark Chocolate for Liver Disease Patients, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)
*Buijsse, B. et. al., Chocolate consumption in relation to blood pressure and risk of cardiovascular disease in German adults, European Heart Journal, Março 2010 (LINK)
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4) Bassi livelli di vitamina D associati a problemi respiratori e articolari.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Allergy and Clinical Immunology, bassi livelli di vitamina D provocano difficoltà nel corretto funzionamento dei polmoni e una maggiore dipendenza dai farmaci in persone asmatiche. Lo studio è stato realizzato su bambini asmatici e ha anche dimostrato che la vitamina D aumenta l’attività dei corticosteroidi, il rimedio più efficace per controllare l’asma.

Daniel Searing, leader del gruppo di scienziati, ha affermato: “Nel nostro studio, i bambini con bassi livelli di vitamina D erano più allergici, avevano un peggiore funzionamento dei polmoni e prendevano più farmaci“.

Già un altro studio realizzato nel mese di marzo con donne nord-americane ha indicato che chi non assume quantità adeguate di vitamina D ha più probabilità di ammalarsi di artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che attacca le strutture articolari e periarticolari.

*Searing, D. et. al., Decreased serum vitamin D levels in children with asthma are associated with increased corticosteroid use, The Journal of Allergy and Clinical Immunology, Abril 2010 (LINK)
*Verónica, V. et. al., Association between Residences in U.S. Northern Latitudes and Rheumatoid Arthritis: A Spatial Analysis of the Nurses’ Health Study, Environmental Health Perspectives, Março 2010 (LINK)
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5) Il magnesio previene il cancro colo-rettale.

Il magnesio mantiene la stabilità genetica ed è un co-fattore essenziale nella sintesi e nella riparazione del DNA. Ora, una ricerca condotta su individui giapponesi ha dimostrato che questo minerale può essere anche di grande aiuto nella prevenzione del cancro colo-rettale, perlomeno per quanto riguarda gli uomini.

I ricercatori hanno raccolto dati su 40.830 uomini e 46.287 donne tra i 45 e i 74 anni e hanno registrato il loro consumo giornaliero di magnesio. È stato osservato che l’incidenza del cancro colo-rettale è stata minore negli uomini che hanno consumato dosi maggiori di magnesio. Non vi sono state, invece, differenze significative nelle donne.

*Sasazuki, S. et. al., High Dietary Intake of Magnesium May Decrease Risk of Colorectal Cancer in Japanese Men, The Journal of Nutrition Vol. 140, Nº 4, págs. 779-785, Abril 2010 (LINK)
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Altre notizie:

6) Il riso integrale protegge contro la pressione alta e lo sviluppo dell’arteriosclerosi.

*Brown Rice and Cardiovascular Protection, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

7) L’uva riduce il fattore s di rischio proveniente da malattie cardiache e diabete di tipo 2.

*Grapes Reduce Risk Factors for Heart Disease and Diabetes, Animal Study Shows, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

8 ) Gli individui la cui dieta include insalata, noci, pesce, carne di uccello, frutta e verdure e ridotte quantità di carni rosse, burro e latticini “grassi” sono meno esposti al rischio di contrarre il morbo di Alzheimer.

*Gu, Y. et. al., Food Combination and Alzheimer Disease Risk, Archives of Neurology 67(6), Abril 2010 (LINK)

9) Gli integratori multivitaminici e di calcio possono ridurre il rischio di contrarre il cancro della mamella.

*Vitamin and Calcium Supplements May Reduce Breast Cancer Risk, ScienceDaily, Abril 2010 (LINK)

10) L’insufficenza di omega 3 legata all’infertilità maschile.

*Roqueta-Rivera, M. et. al., Docosahexaenoic acid supplementation fully restores fertility and spermatogenesis in male delta-6 desaturase-null mice, The Journal of Lipid Research 51 (2):360, Abril 2010 (LINK)

11) Una dieta ricca di vitamina B riduce i rischi per il cuore.

*Iso, H. et. al., Dietary Folate and Vitamin B6 and B12 Intake in Relation to Mortality From Cardiovascular Diseases. Japan Collaborative Cohort Study, Strok, Abril 2010 (LINK)

12) Una dieta a base di verdure, frutta e soia protegge contro il cancro della mamella.

*Butler, L. et. al., A vegetable-fruit-soy dietary pattern protects against breast cancer among postmenopausal Singapore Chinese women, The American Journal of Clinical Nutrition Vol. 91, Nº 4, 1013-1019, Abril 2010 (LINK)


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Nutrizione in Evidenza (Aprile 2010) – Sport

maggio 7, 2010

Nutrizione in Evidenza è una rubrica mensile del Logon nella quale vengono riassunti gli studi più significativi pubblicati sulle riviste scientifiche dedicate al tema della Nutrizione Sportiva e alle Scienze dello Sport.

Le notizie di Aprile 2010 su sport ed attività fisica:
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1) Se giochi a calcio, sostituisci gli allungamenti statici con allungamenti dinamici.

I giocatori di calcio sono consueti eseguire esercizi di allungamento statico subito prima di una partita. Ultimamente, però, alcuni allenatori hanno iniziato a preferire gli allungamenti dinamicis (ovvero allungamenti eseguiti camminando, non sul posto).

Uno scienziato dello sport ha deciso di vedere quale dei due tipi di riscaldamento ha effetti migliori sulla performance dei giocatori. Dopo ciascuna sessione di riscaldamento, i giocatori sono stati valutati in base alla loro bravura in: sprint, dribbling e calci di rigore. Gli esperti hanno registrato performance superiori negli atleti che avevano eseguito esercizi dinamici.

*Gelen, E, Acute effects of different warm-up methods on sprint, slalom dribbling, and penalty kick performance in soccer players, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 950-956, Aprile 2010 (LINK)

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2) Allenarsi sulla piattaforma vibrante aumenta il salto nei giocatori di basket.

Nella nostra rubrica Nutrizione in Evidenza di Marzo 2010 abbiamo parlato di uno studio che suggeriva di allenarsi su piattaforma vibrante per migliorare il salto. È stato effettuato un nuovo studio che avvalora questa tesi. Il nuovo esperimento ha visto la partecipazione di 18 giocatori di basket, che sono stati divisi in 2 gruppi. Il primo gruppo ha svolto il normale allenamento, mentre i giocatori del secondo gruppo hanno lavorato anche con la piattaforma vibrante (20 minuti 3 volte a settimana). La performance dei giocatori è stata misurata prima e dopo le 4 settimane di durata dello studio.

Al termine di questo periodo, i ricercatori hanno registrato un aumento considerevole nella forza del muscolo articolare del ginocchio (Articularis genu muscle), responsabile dei movimenti di flessione e di estensione, e un lieve aumento nel salto ed hanno concluso che il programma di allenamento dei giocatori di basket dovrebbe includere anche esercizi sulla piattaforma vibrante.

(Articolo collegato: Saltare più in alto nella pallavolo con gli integratori di magnesio)

*Colson, S. et. al., Whole-body vibration training effects on the physical performance of basketball players, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 999-1006, Aprile 2010 (LINK)
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3) Press petto/spalle su panca = Press petto/spalle con la palla svizzera

Una delle maggiori preoccupazioni dei bodybuilder e di chi si allena in generale per sviluppare la muscolatura è la corretta esecuzione degli esercizi affinché se ne possa trarre il massimo vantaggio. Un’equipe di ricercatori ha voluto scoprire quale sia la superficie che permette di stimolare di più i muscoli quando si eseguono chest press e shoulder press: se sia la panca (superficie stabile) o la fitball (superficie instabile).

16 uomini sani hanno eseguito questi 2 esercizi sulle due superfici, ponendosi ad altezze differenti. L‘elettromiografia non ha evidenziato alcuna differenza significativa per quel che attiene la stimolazione muscolare, portando i ricercatori a concludere che il tipo di superficie utilizzata per eseguire chest press o shoulder press non influenza negativamente l’attività muscolare.

*Uribe, B. et. al., Muscle activation when performing the chest press and shoulder press on a stable bench vs. a swiss ball, The Journal of Strength and Conditioning Research 24(4): 1028-1033, Aprile 2010 (LINK)
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4) Più passi ogni giorno giovano alla salute.

All’aumentare del numero di passi che si compiono ogni giorno migliora la nostra salute. Questa è stata la conclusione di uno studio realizzato da alcuni scienziati giapponesi, effettuato su 174 individui divisi in 2 gruppi di controllo. Al primo gruppo è stato chiesto di aumentare tutti i giorni il numero di passi compiuti. Al gruppo B, invece, è stato chiesto di eseguire una camminata leggera di almeno 20 minuti, 1 o 2 volte a settimana.

L’esperimento è durato 24 settimane, al termine delle quali tutti i volontari si sono sottoposti a dei test di resistenza. I migliori risultati in fatto di resistenza sono stati ottenuti dagli individui del gruppo A, e questo ha permesso di concludere che aumentare il numero di passi che si fanno ogni giorno è un buon metodo per migliorare il proprio stato di salute.

(Nota Prozis: per contare i passi si può utilizzare un pedometro.

*Okamoto, N. et. al., Increasing the Number of Steps Walked Each Day Improves Physical Fitness in Japanese Community-Dwelling Adults, International Journal of Sports Medicine 31(4): 277-282, Aprile 2010 (LINK)
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5) Yoga – il tuo alleato nella lotta contro l’insufficienza cardiaca.

L’insufficienza cardiaca è uno stato fisiopatologico caratterizzato dall’incapacità del cuore di pompare il sangue in maniera adeguata per tutto il corpo. Questo porta l’organismo a non poter reagire efficacemente alle infiammazioni, quindi le persone che presentano insufficienza cardiaca corrono maggiori rischi di contrarre patologie cardiache. Un gruppo di ricercatori si è chiesto se lo yoga possa aiutare a migliorare la resistenza cardiovascolare e la qualità della vita delle persone che presentano insufficienza cardiaca.

40 pazienti sono stati divisi in 2 gruppi, uno dei quali ha seguito lezioni di yoga. Lo studio ha accertato che i pazienti di questo gruppo hanno aumentato la resistenza cardiovascolare, la flessibilità, l’incidenza sull’infiammazione e, di conseguenza, la qualità della propria vita.

*Pulen, P. et. al., Benefits of Yoga for African American Heart Failure Patients, Medicine & Science in Sports & Exercise Vol. 42 – Issue 4 – págs. 651-657, Aprile 2010 (LINK)
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6) Attento al cuore! Cammina!

Uno studio condotto da ricercatori nordamericani e francesi ha dimostrato che una semplice camminata giornaliera di 20 minuti può ridurre il rischio di infarto/ictus. Allo studio hanno partecipato delle donne cui è stato chiesto di fare delle camminate per 2 – 3 ore a settimana (l’equivalente di 18 – 25 minuti al giorno). L’esperimento ha evidenziato che in questo modo le donne hanno ridotto drasticamente la probabilità di ictus e infarto.

*Sattelmair, J. et. al, Physical Activity and Risk of Stroke in Women, Stroke, Aprile 2010 (LINK)


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Integratori di omega 3… Perchè?

maggio 3, 2010

Quando si parla di omega 3 si parla di salute e benessere, infatti gli omega 3 sono acidi grassi essenziali per il buon funzionamento del nostro organismo. Man mano che si studiano, gli omega 3 rivelano sempre nuove proprietà benefiche per l’uomo.

Una ricerca publicata su Gut, una rivista medica internazionale di gastroenterologia ed epatologia, ha dimostrato che gli omega 3 riducono i polipi pericolosi negli individui propensi al cancro dell’intestino [*1]. Un’equipe di scienziati ha condotto un esperimento su 50 pazienti, divisi in 2 gruppi. Il primo gruppo, composto da 28 pazienti, ha assunto una dose da 2 gr di omega 3, mentre all’altro gruppo è stato somministrato un placebo. I risultati a distanza di 6 mesi sono stati i seguenti:

  • Il numero dei polipi è aumentato di quasi il 10% nei pazienti del gruppo del placebo, mentre nei pazienti che hanno consumato omega 3, la quantià di polipi è diminuita del 12%;
  • Le dimensioni dei polipi sono aumentate del 17% nei pazienti del gruppo del placebo. Nei pazienti del gruppo degli omega 3, invece, i polipi si sono ridotti del 12,5%.

Gli scienziati hanno concluso, quindi, che il consumo di omega 3 impedisce il manifestarsi e lo svilupparsi del cancro dell’intestino.

Omega 3 e attacchi cardiaci

A seguito della valutazione di 4 studi scientifici pubblicati nel 2009, è stato dimostrato che gli omega 3 aiutano a prevenire e a trattare gli attacchi cardiaci. Carl Lavie, il medico che ha esaminato gli studi, ha affermato che sono pochi i professionisti della salute che si sono accorti dello straordinario potenziale degli omega 3 nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

Egli afferma che tutti dovremmo consumare tra gli 800 e i 1000 mg di omega 3 al giorno [*2].

Integratori di Omega 3 Prozis:

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – West, N. et. al., Eicosapentaenoic acid reduces rectal polyp number and size in familial adenomatous polyposis, Gut 10.1136, Marzo 2009 (LINK)
[*2] – Lavie, C. et. al., Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acids and Cardiovascular Diseases, Journal of the American College of Cardiology 54, págs. 585-594, Febbraio 2009 (LINK)


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