Archive for the ‘Sport’ Category

Triserie – innovativa tecnica di bodybuilding per bruciare più grassi e sviluppare i muscoli

maggio 17, 2012

Molti bodybuilder non riescono a progredire negli allenamenti perché non sperimentano mai tecniche di bodybuilding avanzate. È vero che si può giocare sul carico e sul numero di ripetizioni, ma esistono tecniche che permettono di uscire dalla routine e di far lavorare i muscoli al massimo del proprio potenziale. È il caso delle triserie.

Cosa sono le triserie?

Le triserie sono una tecnica che consiste nel realizzare tre esercizi in successione senza pause nel mezzo. Sono, pertanto, molto più impegnative delle super serie. Un esempio di triserie potrebbe essere: distensioni su panca piana per i pettorali, seguito da push up con la corda per i tricipiti, seguito da curl per i bicipiti.

Benefici delle triserie

Se le super serie, in cui vengono eseguiti due esercizi di seguito senza pausa, sono già un tipo di allenamento piuttosto pesante e che coinvolge le fibre muscolari più resistenti, immaginiamo quanto dev’essere intenso l’allenamento con le triserie.
Con questa tecnica si produce un effetto pump straordinario (muscoli gonfi grazie all’afflusso di sangue). Le fibre muscolari sono stimolate a dovere e non ci si ferma tra un esercizio e l’altro.

Precauzioni nell’utilizzo delle triserie

Non bisogna mai basare tutto l’allenamento sulle triserie, pena il sovraccarico dei muscoli e l’insorgere del catabolismo. Meglio scegliere una triserie da mantenere per una o due settimane e continuare con l’allenamento di tipo tradizionale per gli altri gruppi muscolari. Trascorso questo periodo, scegliere altri gruppi muscolari sui quali applicare le triserie.

Non bisogna spaventarsi se nel 2º e 3º esercizio si dovranno sollevare carichi più leggeri rispetto a quanto si riesce a fare con le serie separate. È del tutto normale, dato lo sforzo cui i muscoli sono sottoposti man mano che si susseguono senza interruzione gli esercizi e le serie. La stanchezza muscolare incide sul carico che si riesce a sollevare.

Non dimentichiamo che questo tipo di allenamento va inteso come un metodo per dare uno choc ai muscoli, non come la regola. È utile per sviluppare le aree deboli.

Le triserie permettono di bruciare più grasso

Uno studio pubblicato nel 2011 su The Journal of Strenght & Conditioning Research ha dimostrato che allenarsi usando anche le triserie consente di bruciare più grassi rispetto all’allenamento tradizionale.

I ricercatori hanno suddiviso 33 uomini in tre gruppi: il gruppo di controllo, il gruppo dell’allenamento tradizionale e il gruppo che ha inserito le triserie nel proprio allenamento. Tutti i partecipanti dovevano eseguire sei esercizi, arrivando al massimo numero di ripetizioni possibile.

Al termine delle otto settimane dello studio, il gruppo dell’allenamento tradizionale ha fatto registrare un aumento di 1, 2kg di massa magra, contro l’aumento di 1, 5 kg del gruppo delle triserie. Quest’ultimo gruppo ha ottenuto inoltre una maggiore riduzione di grasso corporeo: meno 1, 5% contro l’1, 1% del gruppo che si è allenato alla maniera tradizionale. [*1].

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RIFERIMENTI O NOTE:
[*1] – Alcaraz, P. et al., Similarity in adaptations to high-resistance circuit vs. traditional strength training in resistance-trained men, The Journal of Strength & Conditioning Research 25(9):2519-27, Settembre 2011 (LINK)


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Cos’è la creatina chinasi e qual è la sua funzione nel bodybuilding?

maggio 14, 2012

Cos’è la creatina chinasi?

A differenza della creatina monoidrato, che viene usata come integratore sportivo per migliorare la performance e il recupero muscolare, la creatina chinasi (conosciuta anche come creatina fosfochinasi) è un enzima presente naturalmente nel nostro organismo.

La creatina chinasi (CK) è un enzima che si trova in piccole quantità in tutti i tessuti muscolari e che interviene nel processo di produzione di energia a livello muscolare. Il nostro corpo secerne questo enzima ogni volta che il è soggetto a un forte stress fisico (ad esempio durante l’allenamento con i pesi).

Funzione della creatina chinasi

La CK funziona da catalizzatore, cioè accelera una reazione biochimica. La sua principale funzione nelle cellule è quella di aggiungere un gruppo fosfato alla creatina, trasformandola in fosfocreatina. La fosfocreatina è usata dall’organismo per fornire energia alle cellule.

Ma la sua azione non finisce qui. Durante il processo di degenerazione muscolare, le cellule muscolari si scompongono e liberano il proprio contenuto nel sangue, inclusa la CK.

Creatina chinasi e salute

Quanto più sono danneggiate le fibre muscolari e quanto maggiore è la massa muscolare dell’individuo, maggiore sarà la concentrazione di CK nel sangue. I medici considerano questa concentrazione come un indicatore del danno muscolare o della fatica. Quando vengono rilevati alti livelli di creatina chinasi in un campione di sangue, ciò generalmente indica che è in atto un qualche processo anomalo, dovuto ad esempio a distrofia muscolare o ad un’infiammazione, che sta distruggendo i muscoli.

Secondo la Muscular Dystrophy Association, i livelli di CK si situano normalmente tra 22 e 198 unità per litro, con variazioni che dipendono da fattori quali sesso, razza, ecc. In determinate condizioni possono arrivare a 200 mila unità per litro [*1]. Poiché la CK agisce in favore di un recupero muscolare più rapido dopo sforzi intensi, è normale che la sua presenza sia più rilevante quando vi sono lesioni muscolari.

Livelli elevati di creatina chinasi possono costituire anche un indicatore di infarto del miocardio, e in questo caso l’analisi dei livelli di CK nel sangue può dar luogo a una diagnosi. Anche l’assunzione di farmaci per il colesterolo può essere la causa dell’impennata dei livelli di CK, così come l’ipotiroidismo.

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RIFERIMENTI O NOTE:
[*1] – Simply Stated… The Creatine Kinase Test, MDA Publications, QUEST Vol. 7 Nº 1, Febbraio 2000 (LINK)


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Super serie: innovativa tecnica di bodybuilding per sviluppare la massa muscolare

maggio 10, 2012

Cosa sono le super serie?

Probabilmente ti sarà già capitato di vedere in palestra qualcuno vicino a te alle prese con le super serie, ma non ci hai fatto caso. La tecnica delle super serie (o super sets, in inglese) consiste nel realizzare due esercizi uno di seguito all’altro senza pausa nel mezzo. I due esercizi possono essere agonisti (cioè mirati allo stesso gruppo muscolare) o antagonisti (mirati a diversi gruppi muscolari).

Ad esempio distensioni con bilanciere più rematore è una super serie antagonista (pettorali più schiena). Alzate frontali più alzate laterali equivale a una super serie agonista (spalle).

Vantaggi delle super serie

Le super serie sono una tecnica di bodybulding molto efficace perché permette di aumentare l’intensità degli allenamenti. Immagina di non avere molto tempo a disposizione, ma di non voler assolutamente rinunciare all’allenamento pettorali e schiena di oggi. Normalmente avresti bisogno di 60 minuti per completarlo. Con le super serie, potrai allenarti in soli 30 minuti.

Le super serie sono ottime per sviluppare massa, mentre non sono la soluzione ideale per sviluppare forza, perché nel secondo esercizio il carico viene ridotto. Se togliamo questo aspetto, però, le super serie sono una sfida stimolante per chi si allena, che in più eliminano la naturale tendenza alle pause lunghe, un errore che riduce notevolmente l’intensità dell’esercizio.

Precauzioni nell’utilizzo delle super serie

Le super serie sono molto impegnative, pertanto non sono consigliate ai principianti del bodybuilding. Consigliamo inoltre di usare questa tecnica per almeno due o tre settimane, al termine delle quali ritornare al vecchio allenamento. Le super serie vanno intese come un metodo choc per i muscoli.

Se, ad esempio, le braccia sono il nostro punto debole e le vogliamo sviluppare, possiamo usare la tecnica delle super serie per due o tre settimane per allenare bicipiti e tricipiti, mentre per i restanti gruppi muscolari dovremmo seguire il metodo abituale.

Studi scientifici sulle super serie

Uno studio pubblicato nel 2010 ha dimostrato che allenarsi con le super serie permette di aumentare il consumo di energia dopo l’allenamento, ovvero l’energia che l’organismo spende nelle 24 ore che seguono la pratica di esercizio fisico [*1]. Le super serie sono, quindi, un buon metodo per bruciare più calorie anche a riposo.

Con le super serie si possono avere gli stessi risultati dell’allenamento tradizionale, ma impiegando un minor tempo

Alcuni studi hanno dimostrato che le super serie permettono di lavorare con la stessa intensità di un allenamento normale, ma richiedendo meno tempo. È il caso di uno studio pubblicato nel 2010 su The Journal of Strenght & Conditioning Research, in cui 16 atleti si sono allenati in base a due diversi protocolli: con le serie tradizionali e con le super serie.

I protagonisti dell’esperimento dovevano eseguire il massimo numero possibile di ripetizioni in 3 serie di alzate laterali sdraiati su panca seguite da 3 serie di distensioni con bilanciere (nel caso delle super serie, realizzate in forma alternata: una serie di alzate seguita da una serie di distensioni, senza pausa nel mezzo). Se è vero che il volume di carico (ripetizioni x carico) si è ridotto significativamente da una serie all’altra, questa diminuzione è stata inferiore nel gruppo delle super serie [*2].

Conclusione: questo studio ha mostrato che è più efficace il metodo delle super serie rispetto a quello tradizionale perché si può lavorare di più in meno tempo.

Alle stesse conclusioni è giunto anche un altro studio pubblicato nella stessa edizione della rivista scientifica, nel quale sono stati analizzati i risultati di diversi studi effettuati sul tema delle super serie [*3].

Esempi di super serie

Super serie antagoniste pettorali-schiena

- Trazioni alla sbarra e ditensioni con bilanciere su panca piana
- Rematore con bilanciere e distensioni con manubri su panca inclinata

Super serie antagoniste bicipiti-tricipiti

- Curl con bilanciere in piedi e french press
- French press da seduti e curl con manubri su panca inclinata

Super serie agoniste per la schiena

- Trazioni alla sbarra e rematore con bilanciere a T

Super serie agoniste per pettorali

- Distensioni con bilanciere su panca inclinata e distensioni con manubri su panca piana
- Distensioni con bilanciere su panca piana e croci con manubr

Super serie agoniste per le spalle

- Military press con bilanciere e alzate laterali con manubri
- Military press con manubri e alzate frontali

Super serie agoniste per i bicipiti

- Curl con bilanciere in piedi e e curl alternato con manubri
- Curl su panca inclinata e curl concentrato

Super serie agoniste per tricipiti

- French press da seduti ed estensioni al pulley
- French press su panca inclinata ed estensioni al pulley con corda

Super serie agoniste per quadricipiti

- Squat e leg extension
- Leg press inclinata e hack squat

Super serie agoniste per polpacci

- Calf in piedi e calf seduto
- Donkey calf raises e calf in piedi

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RIFERIMENTI E NOTE:
[*1] – Kelleher, A. et. al., The Metabolic Costs of Reciprocal Supersets vs. Traditional Resistance Exercise in Young Recreationally Active Adults, The Journal of Strength & Conditioning Research – Vol. 24(4), págs. 1043-1051, Aprile 2010 (LINK)
[*2] – Robbins, D. & Young, W. & Behm, D. et. al., The Effect of an Upper-Body Agonist-Antagonist Resistance Training Protocol on Volume Load and Efficiency, The Journal of Strength & Conditioning Research Vol. 24(10), págs. 2632-2640, Ottobre 2010 (LINK)
[*3] – Robbins, D. et al., Agonist-Antagonist Paired Set Resistance Training: A Brief Review, The Journal of Strength & Conditioning Research Vol. 24(10), págs. 2873-2882, Ottobre 2010 (LINK)


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Drop set – una tecnica efficace per l’ipertrofia muscolare

aprile 16, 2012

Tra le varie tecniche di bodybuilding avanzate, quella dei drop set è una delle migliori se l’obiettivo è l’ipertrofia muscolare. È una tecnica per allenamenti intensi finalizzata all’aumento della massa muscolare.

Cosa sono i drop set?

Drop set è il nome di una tecnica che consiste nell’eseguire il massimo numero di ripetizioni possibile con un determinato carico e nel ridurre successivamente il peso per poter fare più ripetizioni fino a nuovo raggiungimento del limite massimo. Ciò significa che praticamente non ci si riposa tra le serie.

Vantaggi di questa tecnica

I drop set hanno il vantaggio di far lavorare i muscoli per lassi di tempo brevi, coinvolgendo anche le fibre più resistenti. Molte volte, chi pratica bodybuilding non riesce ad utilizzare tutte le fibre muscolari del gruppo muscolare che sta allenando. I drop set ovviano a questo problema. Nessuna fibra rimane tagliata fuori.

Come funziona la tecnica dei drop set?

Se stiamo usado un determinato carico con l’intento di eseguire 12 ripetizioni, a partire dalla nona ripetizione iniziamo già a faticare per portare a termine l’esercizio, è solo con grande sforzo che riusciamo ad arrivare all’ultima ripetizione. Non siamo in grado di eseguire una 13ª ripetizione perché abbiamo raggiunto il massimo affaticamento muscolare. Ma se riducessimo il carico del 10 o 20%, potremmo arrivare a completare un’altra serie.

Quel che è successo è che abbiamo raggiunto il massimo affaticamento per quanto riguarda quel numero di ripetizioni con quel carico, ma non siamo arrivati al massimo affaticamento muscolare in assoluto. Per reclutare tutte le fibre muscolari, dobbiamo eseguire altre ripetizioni con un carico minore. Questo porterà ad una maggiore crescita muscolare perché vi saranno più fibre muscolari da recuperare (e quando recuperiamo, compensiamo, per cui avremo una prestazione migliore la prossima volta che il fisico sarà sottoposto a uno sforzo di pari intensità).

Attenzione ai drop set

Essendo una tecnica molto impegnativa, non è adatta ai principianti, ed anche gli sportivi con anni di esperienza non dovrebbero svolgere questo tipo di allenamento per più di una volta a settimana per ciascuno dei grandi gruppi muscolari, altrimenti si corre il rischio di overtraining.

Normalmente si raccomanda di utilizzare questa tecnica solo una volta a settimana per ciascun grande gruppo muscolare. Prendiamo ad esempio una persona che voglia utilizzare questa tecnica per allenare i pettorali e che abbia nella propria routine di allenamento 4 esercizi per i pettorali. Dovrà usare la tecnica drop set solo in uno degli esercizi, preferibilmente nell’ultima serie dell’ultimo esercizio.

Ma torniamo ad affermare che questa regola non è tassativa. Se parliamo con coloro che di solito utilizzano i drop set, alcuni di loro diranno che se ne servono solo nell’ultima serie dell’ultimo esercizio, mentre altri diranno che eseguono i drop set nell’ultima serie di tutti gli esercizi. Solo tu conosci il tuo fisico.

Prova questa tecnica e trai le tue conclusioni.



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Bodybuilding: Programma di allenamento pettorali per principianti

aprile 5, 2012

Per molti, il giorno di allenamento pettorali è il più bello della settimana. In questo articolo ti guidiamo in un percorso che ti aiuterà a stimolare la crescita dei pettorali utilizzando le macchine che favoriscono lo sviluppo di questi muscoli.

Come principiante, cerca di andare sempre sul sicuro, scegliendo pesi più leggeri. E se non riesci a fare tutte le ripetizioni indicate dalla tua scheda, riduci il carico nella serie successiva.

Nel primo esercizio, in cui il numero delle serie è decrescente, aumenta il carico ad ogni serie.


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Distensioni su panca inclinata alla Smith machine

POSIZIONE INIZIALE: Sedere su una panca inclinata (circa 45º) e afferrare il bilanciere in modo da accostarlo alla parte superiore del petto. I palmi delle mani devono essere rivolti verso l’alto e in modo tale che braccio e avambraccio formino un angolo di 90 gradi.

MOVIMENTO: Sollevare il bilanciere fino a poco prima che avvenga il blocco dei gomiti. Così facendo il pettorale lavorerà di più. Abbassare nuovamente il bilanciere fino alla posizione iniziale.

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Distensioni con bilanciere su panca declinata

POSIZIONE INIZIALE: Stendersi su una panca declinata ed afferrare il bilanciere con i palmi delle mani rivolti in avanti e ad una distanza pari alla larghezza delle spalle. Nella posizione inziale, il bilanciere dev’essere quasi a contatto con la parte inferiore del petto.

MOVIMENTO: Spingere in alto il bilanciere, finché i gomiti non saranno bloccati. Abbassare il peso lentamente tornando alla posizione iniziale.

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Pullover alla macchina

POSIZIONE INIZIALE: Sedere alla pullover machine, poggiare i gomiti sugli appositi sostegni e afferrare la sbarra.

MOVIMENTO: Spingere in basso la sbarra, frontalmente al petto e mantenerla in basso per alcuni secondi, quindi sollevarla tornando alla posizione iniziale.

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Peck Deck

POSIZIONE INIZIALE: Sedere alla macchina e poggiare gomiti e braccia sugli appositi cuscinetti. Per ottenere risultati migliori, posizionare le braccia in modo che i gomiti siano leggermente sotto la linea delle spalle.

MOVIMENTO: Portare i cuscinetti di fronte al petto, utilizzando le braccia per spingerli. Tornare lentamente alla posizione iniziale. Non far oscillare il busto durante il movimento.

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Flessioni

POSIZIONE INIZIALE: Tenere le mani un po’ più aperte rispetto alle spalle, con le dita unite e rivolte in avanti. Puntarsi in terra con la punta dei piedi.

MOVIMENTO: Avvicinare il busto a terra e sollevarlo nuovamente con l’aiuto delle braccia. Inspirare quando si scende ed espire salendo. Non stendere completamente le braccia quando si sale, in modo da mantenere la pressione sui pettorali.

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Piegamenti alle parallele

POSIZIONE INIZIALE: Afferrare le maniglie, spalle alla macchina, quindi sollevarsi finché le braccia non saranno completamente stese. Incrociare le gambe.

MOVIMENTO: Scendere lentamente fino a stendere completamente i gomiti. Sollevarsi nuovamente tornando alla posizione inziale. Mantenere il tronco eretto per tutta la durata dell’esercizio.

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Immagini: Rivista Muscle & Fitness


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Luca Iacobucci: “Voglio calcare un palco internazionale IFBB”

marzo 30, 2012

Uno dei candidati favoriti al titolo di miglior bodybuilder italiano è Luca Iacobucci. Il proprietario della palestra Golden di Brindisi è stato campione mondiale di IFBB nel 2007. Nello stesso campionato, curiosamente, anche sua moglie Barbara Panarese è stata campionessa mondiale master di bodybuilding IFBB. La Prozis ha parlato con Luca Iacobucci per conoscere meglio passato, presente ed aspirazioni future di questo idolo del culturismo italiano:

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Diventare un campione vuol dire anzitutto avere la mentalità del campione?

Indubbiamente sì, anche se per alcuni individui molto dotati fisicamente un pò meno. Nel mio caso ad esempio che non sono dotato di grande linea (vita stretta, clavicola larga ecc) ho dovuto faticare il doppio cercando di migliorare il mio aspetto generale ed enfatizzare le mie qualità. In questo modo i difetti passano in secondo piano.

Essere campioni di IFBB è un traguardo un po’ insolito per un italiano. Quale riconoscimento pubblico ti è stato tributato dopo il 2007?

La IFBB è una grandissima federazione ed io sono molto orgoglioso di aver conseguito buoni risultati. In Italia purtroppo il bodybuilding non è uno sport molto popolare come ad esempio il calcio, quindi i miei riconoscimenti sono stati circoscritti in occasione di gare di bodybuilding a cui ho assistito e partecipato come giudice, o da tutte quelle persone italiane appassionate del nostro bellissimo sport.

Anche se sono passati quasi cinque anni, continui ad essere un esempio di professionalità per molti colleghi e giovani sportivi. Cosa si prova nel sapere che si passerà alla Storia per qualcosa di tanto positivo?

Ci si sente molto orgogliosi e soddisfatti. E pensare che mi iscrisse in palestra mio fratello nel 1985 a seguito della morte di mio padre quando io avevo solo 13 anni. Avevo bisogno di distrarmi ed i pesi divennero il mezzo per sfogare la mia sofferenza. Mai avrei immaginato che nel 2006 e poi nel 2007 avrei vinto per la prima volta il titolo mondiale nei Classic,, ebbi anche la soddisfazione di vincere il titolo assoluto… Quello oltretutto fu il primo anno che la IFBB instituì la categoria, sono il primo Classic ad aver vinto un titolo mondiale assoluto. Non ci sono soldi che possono gratificare di più nel sapere che ci sono tante persone del nostro ambiente che mi stimano. Penso di essere una brava persona umile e corretta, forse anche questo ha contribuito alla mia “popolarità”.

Quanto bisogna essere esigenti con se stessi per riuscire ad arrivare dove sei arrivato tu?

Tanto! Quando mi allenavo focalizzavo mentalmente i miei ipotetici avversari. E mentre facevo un dato esercizio immaginavo loro che facevano lo stesso allenamento ma riuscivano a fare più serie di me, più ripetizioni. Questo mi dava la forza per fare di più, cercando di portare al limite della sopportazione ogni esercizio. Solo in questo modo si è realmente sicuri di non aver rimpianti, qualsiasi sia il verdetto finale in gara.

Te la senti di dare qualche consiglio a coloro che ti prendono come modello di vita?

Il mio consiglio è solo uno: ho imparato che attraverso grande impegno, dedicazione, passione e perseveranza si può giungere ad obiettivi che sembrano impossibili. Questo nello sport come nella vita!

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Nel cassetto custodisco la voglia di calcare ancora un palco internazionale IFBB.



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Esercizi per le gambe – Calf machine da seduto

marzo 23, 2012

Esecuzione: Posizionare i metatarsi sui poggiapiedi. Posizionare i cuscinetti trasversalmente alla parte inferiore delle cosce e abbassare il più possibile i talloni. Sollevare il peso portando i talloni il più in alto possibile. Abbassare lentamente i talloni fino alla posizione iniziale.

Muscoli maggiormente interessati:
Principale: soleo
Secondari: gastrocnemio

Caratteristiche dell’esercizio: Se le dita dei piedi puntano in avanti (A), lavorerà tutto il gastrocnemio. Se le dita puntano verso l’esterno (B), l’enfasi sarà posta sul capo interno (mediale). Se invece puntano verso l’interno (C) lo sforzo maggiore ricadrà sulla parte esterna del muscolo.

Se la distanza tra i piedi è uguale alla larghezza dei fianchi, lavorerà tutto il gastrocnemio. Se la distanza è maggiore, lavorerà maggiormente il capo interno (mediale), mentre se la distanza è minore lavorerà di più il capo esterno (laterale).

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Immagini tratte dal libro Bodybuilding Anatomy di Nick Evans


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Esercizi per le braccia – Lento dietro con bilanciere

marzo 19, 2012

Esecuzione: Sedere con il busto eretto, afferrare un bilanciere con tutte e due le mani, braccia tese sopra la testa. Con una presa chiusa, con i palmi delle mani rivoli verso l’alto, piegare i gomiti e abbassare il bilanciere dietro la testa. Sollevare il bilanciere verso l’alto fino a completa stesura dei gomiti.

Muscoli maggiormente interessati:
Principali: tricipiti
Secondari: deltoide, avambraccio

Caratteristiche dell’esercizio: Una presa più aperta porrà l’enfasi sulla parte interna del tricipite (capo lungo), mentre una presa più chiusa farà lavorare maggiormente la parte esterna del tricipite (capo laterale). Bisogna mantenere i gomiti serrati e non permettere che si aprano lateralmente.

Se la presa è con i palmi delle mani rivolti verso il basso, lavora di più il capo esterno (lungo), mentre se i palmi puntano verso l’alto lavora maggiormente il capo interno (laterale). Per isolare i tricipiti, è necessario che il movimento riguardi esclusivamente il gomito.

Attenzione: questo esercizio fa sorgere due motivi di preoccupazione. Anzitutto, impone l’allungamento eccessivo del tendine del tricipite. Secondo, porta l’articolazione della spalla in una posizione delicata e suscettibile di lesioni. Per questo motivo l’esercizio non è tra i più indicati quando si hanno dolori ai gomiti o alle spalle.

Lento dietro con manubri

In questa variante, l’esercizio è eseguito un solo braccio per volta. Afferrare il manubrio con il palmo della mano rivolto in avanti per far lavorare maggiormente il capo esterno (capo laterale) del tricipite.

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Immagini tratte dal libro Bodybuilding Anatomy di Nick Evans


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“Quanto peso devo sollevare?”

marzo 16, 2012

Domanda inviata da un cliente Prozis:

Come faccio a sapere quanto peso devo sollevare in ciascun esercizio? Non voglio correre il rischio di procurarmi una lesione, ma allo stesso tempo non voglio sprecare gli allenamenti sollevando carichi troppo leggeri.

È una buona domanda, ma non possiamo dare una risposta precisa, possiamo solo fare un ragionamento che aiuterà a rispondere alla tua domanda.

Anzitutto devi stabilire qual è il tuo obiettivo. Se è quello di guadagnare resistenza, devi eseguire tra le 12 e le 20 ripetizioni. Se invece desideri acquistare forza o potenza esplosiva, devi ridurre il numero di ripetizioni (da 1 a 8 ) e aumentare il carico.

Una volta che è stato definito l’obiettivo, c’è solo da verificare quale sia il carico che ti permette di eseguire le ripetizioni mantenendo la tensione fino alla fine. Se non trovi faticoso eseguire le ultime 2 ripetizioni, vuol dire che puoi aumentare il carico. D’altra parte, se non riesci a portare a termine tutte le ripetizioni o se ti vedi costretto a ridurre molto la velocità di esecuzione nelle ultime ripetizioni, probabilmente vuol dire che devi ridurre il peso (eccetto se stai allenando forza ed esplosione eseguendo poche ripetizioni).

È importante cercare di superare sempre i propri limiti, ma mantenendo costantemente una corretta tecnica di esecuzione degli esercizi. Di solito gli uomini sollevano carichi più pesanti rispetto alle donne. Quello che è importante all’inizio è apprendere correttamente la tecnica. Alla 2ª o 3ª volta che si va in palestra si sarà già trovato il carico giusto per ogni tipo di esercizio.



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Intervista a Roberto Eusebio: “L’allenamento era il mio modo di provare autostima”

marzo 14, 2012

Non c’è in Italia culturista, professionista del fitness o appassionato a livello amatoriale che non abbia sentito il nome Roberto Eusebio. La maggior parte delle persone sa che si tratta di uno dei più grandi culturisti italiani di tutti i tempi, ancora oggi molto seguito sui vari canali internet e social networks. Roberto Eusebio ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda da parte dello staff Prozis:

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Sei stato campione italiano di Bodybuilding nel 1999 e in seguito ti sei dedicato allo studio del fitness e hai creato un centro fitness. È corretto affermare che ci sia stato un pré e un post 1999 nella tua vita?

Sì, è corretto. Ragazzo introverso, chiuso nei confronti degli altri, nei confronti del mondo, poco predisposto alla socializzazione, l’allenamento era il mio spazio, il mio universo, il mio modo di vivere, respirare, provare sensazioni, emozioni, amore, autostima; percepire e sensibilizzare la mia mente agli stimoli del corpo era una sorta di meditazione che riuscivo ad esprimere tramite l’allenamento con i pesi. Non sollevavo pesi, “stimolavo” e non solo la muscolatura, ma le proprietà infinite che caratterizzano la mente con la sensibilità necessaria coltivata dagli stimoli.

Questo ha aiutato a formare una personalità che mi ha dato la possibilità di cogliere quelle emozioni che danno forza e carattere nella vita. Mi allenavo per ciò che provavo, non per un fine prettamente estetico, anche se inevitabilmente i risultati non tardarono ad arrivare, fino a darmi la possibilità di confrontarmi con i migliori atleti di quegli anni, aggiudicandomi un assoluto decisamente meritevole. Malgrado fossi favorito alle selezioni Europee decisi di percorrere una strada diversa, facendo una semplice considerazione: quel momento era arrivato per come avevo percepito e amato l’allenamento in tutti quegli anni, capii cosa voleva dire come non è importante essere in cima ad una montagna, ma come importante è vivere passo dopo passo l’attimo per arrivarci perché quell’attimo non torna più.

Decisi così, di cominciare a tradurre letteralmente ciò che era successo al mio fisico ed i miei cambiamenti, cominciai a fare delle ricerche a 360°, riguardo gli stimoli del corpo e la percezione di questi al cervello; maturava in me la capacità di trasmettere agli altri cosa voleva dire realmente “allenarsi”, tanto da far innamorare anche le persone più deboli – e non intendo solo fisicamente. La possibilità di conoscere il corpo, le emozioni, le paure, rafforzando indubbiamente tramite l attività fisica l’autostima; questo ha creato in me un nuovo cambiamento, quello di imparare ad ascoltare e aiutare le persone più deboli e fragili (come lo ero io), percependo l’aiuto anche se non esplicito che arrivava dalla loro anima.

Sei considerato una delle figure più importanti, se non la più importante, del culturismo italiano. Ti sembra un giusto riconoscimento?

Attualmente vi sono atleti nettamente più preparati, rispetto a come lo sono stato io. Ma il mio successo è stato questo: ottima simmetria, discreta definizione, buona massa muscolare ma non eccessiva (HP), buona coreografia con prestazioni funzionali da atleta, insomma una figura fitness raggiungibile o accettabile dalla maggior parte dei frequentatori di palestra. Una delle mie considerazioni più diffuse è quella di cercare un equilibio tra la mente il corpo. La natura è in perfetto equilibrio, altrimenti succederebbe un disastro naturale; per il corpo e la mente è la medesima cosa, diete massacranti, allenamenti estenuanti, privazioni di nutrienti per periodo protratti, per non parlare del doping… prima o poi il corpo si ribella.

L’altezza peso, abbinata ad una prestazione fisica atletica ha fatto in modo di far apprezzare un modello fitness che non era quello del bodybuilder hard capace di routine spettacolari, ma con canoni irraggiungibili dalla maggior parte della popolazione da palestra… La maggioranza dei frequentatori di palestra non ambisce a 50cm di braccio! Quindi ecco svelato il segreto del mio successo, un equilibrio un canone accettabile da chiunque, un essere umano costruito con i criteri e la naturalezza di una genetica predisposta a competere.

Sono moltissimi gli utenti che desiderano stare in armonia con il corpo, mentre pochissimi coloro che ambiscono a masse muscolari da Olimpia. Sognare piace a tutti, realizzare i propri sogni è possibile. Ma i canoni e i criteri devono appartenere alla natura quindi ad un naturale sviluppo armonioso del corpo e della mente.

Quali sono i più bei ricordi che hai del periodo in cui gareggiavi?

I miei amici, le persone che mi sono state vicine, mia mamma, la mia cuoca preferita, mia moglie allora la mia ragazza, compagna di mille avventure.

L’ultima gara che feci, quella che mi aggiudicó l’assoluto, vi furono due episodi che ricordo con molta chiarezza: al pregara alcuni concorrenti fecero sparire dal banco della giuria il mio CD con la musica a cui avevo dedicato mesi di preparazione per una routine coreografica vincente. Grazie alla mia compagna, che aveva nella borsa una vecchia cassetta che utilizzavo per le prove, ho portato a termine la competizione.

L’altro episodio è che alla sera della gara ero psicologicamente a terra, per questa vicessitudine e altre demotivazioni che erano insorte, tanto da decidere di non gareggiare più. Mi aveva seguito una tifoseria molto convinta e accanita; con forza mi obbligarono a partecipare e non potevo deluderli. Ma la mente gioca brutti scherzi, pensate, alleno persone fisicamente meravigliose e si vedono male, e alleno persone che avrebbero bisogno di migliorarsi notevolmente e si vedono bene.

Ecco quella sera io non mi vedevo bene: “cosa fa la mente”. Arrivai sotto il palco con gli altri atleti tutti in costume pronti e riscaldati, io ero ancora in tuta, un tuta nera. La mia compagna disse : “Roby ti devi spogliare”. Volevo andare a casa! Mi spogliai, ad un certo punto vidi gli altri atleti che mi guardavano, non toglievano il loro sguardo dal mio corpo, e qualcuno disse “ma no, non è nella nostra categoria, è enorme, fa paura!” In un attimo presi da loro la convinzione ed una forza inaudita, una sicurezza ed una padronanza sul palco che mi aggiudico tutte le categorie.

Questo è un altro esempio di come la mente sia fondamentale e non solo nelle gare, nella vita!

Hai mai pensato di partecipare a competizioni negli Stati Uniti, il più importante mercato del culturismo a livello mondiale, o hai mai avuto proposte in tal senso?

Non ho mai avuto proposte, altrimenti le avrei valutate. È vero che siamo noi a scegliere il cammino di nostra vita, ma a volte le opportunità rendono le decisioni più semplici del percorso da seguire.

È stato facile passare da una carriera incentrata prevalentemente sulla cura del tuo fisico a questa fase che ti vede invece più impegnato nello studio e nella consulenza alle persone che, come te, amano il fitness?

È venuto tutto da se. Bisogna vivere la vita cogliendone sempre le emozioni, qualsiasi esse siano, e tutto fa parte di un bagaglio ricco di esperienze che ci portiamo dietro. Ritengo corretto trasmetterle anche agli altri, a coloro che sognano a coloro che hanno quella sensibilità nel cogliere gli stimoli della vita, che può aiutare e fare emergere una parte nascosta di noi meravigliosa. L’allenamento ad oggi è il mio spazio, il mio modo di sognare, percepire e continuare a scoprire. Cose da provare e imparare ce ne sono molte. Per guanto riguarda la mia forma… Mi sento in forma!

Quali consigli daresti ai tuoi clienti e alle persone che stanno leggendo questa intervista e che ti considerano un esempio di vita?

Sono tempi duri, difficili, la labilità psicologica collettiva è notevolmente aumentata. Lo sport è il mezzo dove l’amore, la passione, la moralità diventa una caratteristica distintiva dell’approccio uomo con se stesso; motivo di crescita interiore tale da migliorare quella labilità che rende fragili nella vita. Bisogna essere semplici, percettivi, sensibili, questo non vuol certo dire essere deboli.

Probabilmente il bodybuilding è lo sport individuale per eccellenza, riguardo alla crescita, e non mi riferisco solo a quella fisica; è cultura fisica e mentale, e nessun altro, a spingere sul bilanciere. Nella vita siamo noi che prendiamo decisioni e cambiamo il percorso del nostro cammino. Non è possibile prendersela con qualcuno quando le cose vanno storte. Dipende tutto da noi. L’uomo diventa spesso ciò che crede di essere.

Se continua a dire che non si riesce a fare una certa cosa, è possibile che alla fine si diventi realmente incapaci di farla. Dobbiamo abbattere quelle negatività che non fanno emergere il nostro vero valore. Lo sport abbinato ad una sana alimentazione è il miglior metodo per essere certi che la nostra persona sia pronta ad affrontare tutti gli ostacoli della vita. Colto in questo modo, con amore e passione, non può fare altro che dare risultati da campioni!



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